faccette dentali

Faccette dentali: costo e opinioni

Le faccette dentali sono sempre più richieste da chi vuole ovviare ad un problema dentale estetico. Le cure dentali, infatti, non sempre portano anche a risolvere le conseguenze estetiche di una patologia. Per chi non vuole rinunciare a sfoggiare un bel sorriso, l’applicazione delle faccette estetiche dentali è una soluzione ad una serie di problemi della dentatura molto comuni. Ricordiamo tra questi: il diastema, i denti scheggiati o consumati dal bruxismo, le discromie e i lievi disallineamenti dentali. Per eseguire questa operazione si procede realizzando in laboratorio dei gusci in ceramica da attaccare ai denti interessati a seguito di un trattamento. Vediamone nel dettaglio i particolari e le eventuali controindicazioni.

COSA SONO LE FACCETTE DENTALI?

Con questa definizione ci si riferisce a delle lamine in ceramica dello spessore di circa 0.5 mm da applicare e cementare esternamente ai denti. Si possono considerare, quindi, vere e proprie protesi usate per mascherare i difetti di forma, colore o posizione dei denti. Nel caso specifico dell’applicazione sui denti storti, il vantaggio non è solo estetico ma anche nella masticazione. Attualmente si utilizzano due tipi di faccette:

  • indirette, in ceramica, le più utilizzate: hanno l’estetica migliore e sono più funzionali e resistenti. Poiché devono essere realizzate artigianalmente da odontotecnici specializzati il loro prezzo è il più elevato;
  • dirette, in composito, applicate sul dente con materiali compositi: esteticamente hanno una resa peggiore e sono meno resistenti.

Quando si parla di “ceramica” si intendono vari tipi di materiali vetrosi. Più alta è la percentuale di cristalli impiegati per rinforzarli, maggiore è la resistenza ma con una parallela diminuzione della trasparenza.

Ecco come si applicano le faccette dentali

faccette dentali - Studio Dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

faccette dentali – Studio Dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

Per eseguire l’applicazione delle faccette estetiche dentali, il dentista procederà in questo modo:

  • limatura del dente o dei denti interessati per rimuovere dai 2 ai 3 decimi di millimetro dello smalto della superficie frontale del dente;
  • misurazione dell’impronta dentale;
  • analisi e scelta del colore più adatto;
  • prove estetiche con faccette provvisorie per valutare se siano adatte;
  • in base alle necessità e alla sensibilità del paziente, valutazione del ricorso ad un’anestesia locale;
  • trattamento del dente o dei denti con acido fluoridrico e rivestimento con materiale adesivo;
  • posizionamento della faccetta.

La limatura del dente è, di solito, ciò che preoccupa maggiormente i pazienti. Si parla di faccette noprep quando si applicano le protesi senza limare il dente. Queste si possono rimuovere come le altre ma tra le principali controindicazioni ci sono la scarsa aderenza nel tempo e il danneggiamento dello smalto in caso di rimozione.

QUANTO DURANO LE FACCETTE DENTALI?

Le faccette estetiche dentali sono considerate permanenti e possono durare per più di 10 anni ma una serie di fattori può renderne necessaria la rimozione e la sostituzione. La durata delle faccette dipende:

  • dall’accuratezza e dalla competenza del dentista,
  • dalla qualità dei materiali utilizzati,
  • dall’attenzione del paziente nella manutenzione.

Per quanto riguarda i materiali, le ceramiche feldspatiche a base di ossido di silicio permettono di creare lamine molto sottili, trasparenti e luminose. Queste, però, non sono tra le più resistenti e durature. Le ceramiche a base di ossido di alluminio e di ossido di zirconio sono molto resistenti perché totalmente cristalline. Queste però risultano più opache. Le ceramiche a base di disilicato di litio, infine, sono le più costose perché risultano le più gradevoli a livello estetico e resistenti nel tempo.

QUANTO COSTANO LE FACCETTE DENTALI?

faccette dentali - Studio Dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

faccette dentali – Studio Dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

Il costo delle faccette dentali varia a seconda del numero di faccette e del tipo di materiale impiegato ma è, generalmente, abbastanza elevato. La spesa da affrontare prima di ricorrere a questa soluzione va considerata in rapporto alla durata, che non è “eterna”, e alla reale necessità estetica. In caso si vogliano applicare le faccette sui denti storti, ad esempio, bisogna considerare i benefici che ne potrà trarre la masticazione, oltre che l’estetica. Ci sono patologie particolari del dente che si vuole rivestire che possono rendere necessaria la rimozione del 30% dello smalto, al fine di procedere con l’applicazione. In questo caso si devono valutare attentamente le controindicazioni della limatura assieme al costo dell’applicazione.

In definitiva, si può dire che questa tecnica presenti elevate qualità, da quelle estetiche – grazie alle ceramiche di ultima generazione è possibile imitare perfettamente i denti naturali – a quelle di resistenza e di biocompatibilità. Se tale interventyo viene effettuato da uno studio professionale, il risultato sarà quello di mantenere invariato il colore originale dei denti, donando al contempo un nuovo sorriso.

Brillantino al dente - Studio Dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

Brillantino al dente

BRILLANTINO AL DENTE: COS’È, DOVE SI FA E COSTO

Negli ultimi anni, insieme alla richiesta di trattamenti estetici legati alla dentatura come quelli sbiancanti e correttivi che consentono di mantenere un bel sorriso, cresce anche quella dell’applicazione del brillantino sul dente. Erroneamente, si parla di “piercing dentale”, ma in realtà non viene praticato alcun tipo di foro ed il dente rimane intatto.
Per applicare questa decorazione si usa uno specifico adesivo per le superfici dentali. E’ possibile applicare qualsiasi tipo di materiale, ma la decorazione più comune è il cristallo. Il brillantino prodotto da Swarovski è tra i più impiegati.

Il brillantino sul dente può essere di varie forme e colori e in genere si applica agli incisivi laterali superiori. L’applicazione viene fatta non solo dal dentista, ma anche da estetisti e centri specializzati in piercing e tattoo. Esistono in commercio anche kit per il fissaggio del brillantino al dente fai da te. Naturalmente, la scelta migliore è senza dubbio quella che prevede l’applicazione in uno studio dentistico ad opera di uno specialista abilitato, in quanto devono essere garantite le procedure di igiene e sicurezza di base. Inoltre, le apparecchiature del dentista sono in grado di gestire le procedure di applicazione del brillantino al dente nella maniera più corretta. In particolare, nel corso delle manovre di applicazione, è importante pulire il dente alla perfezione e mantenerlo completamente asciutto per tutta la procedura. Inoltre, si tratta di maneggiare gli strumenti e sostanze per applicare il brillantino al dente nel modo più appropriato ed i prodotti migliori sono a forniti solo agli studi dentistici.

Costo del brillantino al dente dal dentista

Se volete rivolgervi ad uno studio dentistico professionale come quello di Motta Jones – Rossi & Associati, vorrete forse preventivamente informarvi riguardo al costo dell’applicazione di un brillantino al dente dal dentista e per fare ciò è comunque sempre indicata una valutazione dentistica preliminare. Infatti, un dentista deve sempre verificare che ci siano le condizioni per applicarlo escludendo che ci siano patologie in atto come carie, gengivite o accumuli di placca batterica, mobilità dentale, etc.
Ma il brillantino sul dente quanto dura? Se applicato correttamente da un odontoiatra, può resistere diversi anni, ma c’è da considerare che non si tratta di un ornamento eterno. Infatti, bisogna considerare che viene di fatto incollato in un ambiente, quale è la bocca, che esercita quotidianamente diverse funzioni intense, in particolare la masticazione.

In un centro estetico, il costo di questa operazione si aggira tra i 10 e i 20 euro ma la tenuta nel tempo è in genere decisamente inferiore. Il motivo di ciò è probabilmente dovuto al fatto che un centro estetico non possiede le attrezzature, il personale e le competenze idonee a preparare la superficie del dente per farvi aderire un altro materiale. Infatti, se tra il dente ed il brillantino rimangono residui di saliva, placca batterica, residui alimentari, etc, l’incollaggio del brillantino viene eseguito già in partenza nelle condizioni peggiori. Come già accennato, è assolutamente importante garantire la pulizia perfetta delle superfici da incollare (dente e brillantino) e solo uno studio dentistico è abilitato ad avere tali strumenti e materiali.

BRILLANTINO AL DENTE SIGNIFICATO

Qualcuno si chiede il valore o il significato di avere un brillantino sul dente. Al di là del valore puramente estetico, dal punto di vista socio-antropologico si può rintracciare il significato del fissaggio del brillantino al dente a tradizioni antiche. Molti popoli, infatti, applicavano decorazioni ai denti per simboleggiare il proprio status sociale. In alcune culture, brillantini e ornamenti dentali indicavano un passaggio nei rituali religiosi. Il brillantino al dente per uomo, quindi, era già diffuso in relazione con queste usanze. Ovviamente, in passato non avevano a disposizione le tecniche di adesione che abbiamo oggi e l’applicazione di un ornamento sui denti era eseguito con metodiche piuttosto invasive.
Oggigiorno, per l’uomo o per la donna non si attribuisce più alcun particolare significato simbolico e l’unica motivazione che porterebbe molte persone a richiederne l’applicazione è quella di attirare gli sguardi sul proprio sorriso.

BRILLANTINO AL DENTE: INDICAZIONI E RISCHI

Sebbene l’applicazione di un cristallo sui denti con l’apposita colla adesiva possa sembrare un procedimento abbastanza semplice e sicuro, non si devono sottovalutare i rischi che si corrono come:

  • danneggiamento dello smalto,
  • infezioni causate dall’uso di strumenti non sterilizzati,
  • distacco precoce,
  • ingestione del brillantino,
  • danni causati dall’applicazione non coperti dall’assicurazione.

Quindi, per ridurre al minimo gli eventuali fattori di rischi è bene rivolgersi ad una struttura professionale affidabile e sostenere, magari, il maggior costo del brillantino al dente dal dentista piuttosto che spendere di più in seguito, per riparare eventuali danni causati da chi è inesperto.

Come si mette un brillantino sul dente?

Per un dentista, abituato a svolgere procedure ben più complesse nelle bocche dei pazienti, il fissaggio del brillantino al dente è questione di eseguire pochi e semplici passaggi. Però, ogni passaggio deve essere eseguito con la massima attenzione e ciò estremamente fondamentale per garantire il successo del passaggio successivo:

innanzitutto, il dente e la gengiva devono essere sani e puliti. Quindi, eventuali accumuli di placca o tartaro devono essere preventivamente rimossi. Bisogna anche escludere la presenza di carie o altre patologie;

  • il dente deve essere isolato perfettamente, idealmente con la diga di gomma (tale dispositivo non può essere applicato in un centro estetico), allo scopo di controllare il flusso di saliva e l’umidita del respiro;
  • nel punto esatto dove verrà applicato il brillantino viene eseguita la mordenzatura acida dello smalto allo scopo di irruvidirne chimicamente la superficie. Le micro-abrasioni eseguite con la mordenzatura serviranno come zona d’ancoraggio per l’adesivo che viene applicato;
  • il cristallo scelto viene fissato tramite una particolare procedura adesiva dove come collante viene utilizzata una resina composita. Questi materiali sono estremamente sensibili all’umidità e l’interposizione di molecole d’acqua o saliva tra la superficie del dente e brillantino possono far diminuire di parecchio la tenuta dell’adesione stessa. È per questo motivo che è fondamentale isolare il dente con la diga di gomma e mantenere la zona perfettamente asciutta tramite i sistemi di aspirazione e di asciugatura a disposizione del dentista.

In pratica, l’applicazione del brillantino al dente è un procedimento mini-invasivo simile a quello che si esegue per fissare gli attacchi dentali per un trattamento ortodontico e deve danneggiare il meno possibile lo smalto dentale. Il fissaggio di un brillantino sul dente non è un procedimento doloroso.

BRILLANTINO NEL DENTE: IL DIAMANTE INCASTONATO NEL SORRISO

Ogni tanto, si sente parlare di vera e propria “incastonatura” di pietre preziose in uno o più denti.
In questo caso, si prevede l’escavazione di una cavità nel dente allo scopo di inserire il brillante all’interno di questa cavità. Naturalmente, l’incastonatura di un brillantino nel dente è più invasiva e potenzialmente dannosa. Anche l’eventuale rimozione del brillante incastonato è un’operazione molto più complessa e costosa. Inoltre, in caso di rimozione di un brillantino incastonato nel dente, rimarrà un foro e si dovrà provvedere ad un’otturazione allo scopo di chiudere tale cavità.
I dentisti solitamente sconsigliano quest’ultimo tipo di intervento più invasivo che può creare problemi ad un dente sano solo per seguire una moda passeggera. Meglio sfoggiare un bel solitario al dito o un ciondolo con un punto luce dove il diamante non può far danni!

Scanner per impronte nei bambini

Durante questi anni abbiamo focalizzato la nostra attenzione sul migliorare il comfort del paziente grazie allo sviluppo tecnologico dei materiali e delle conoscenze biologiche. Di continuo ci sono novità che consentono anche ai bambini di andare dal dentista divertendosi! A tal proposito ora i nostri piccoli pazienti non devono più preoccuparsi delle impronte dei denti: le classiche impronte in alginato (la pasta molle che poi indurisce in qualche minuto) rischiano di diventare ben presto un ricordo del passato. Sono disponibili degli scanner speciali per la bocca. Questi scanner sono di piccole dimensioni e sono in grado di catturare i contorni delle strutture dentali e gengivali, producendo una perfetta copia tridimensionale sullo schermo di un computer senza la necessità di avere ingombri in bocca e quella a volte fastidiosa sensazione che da’ il senso di vomito a non pochi.

La precisione di queste macchine supera quella dei metodi classici. Inoltre permette a noi dentisti di avere immediatamente disponibili quelle informazioni che solitamente dovremmo aspettare dalla fabbricazione del modello in gesso. Ora le immagini acquisite sono utilizzabili immediatamente per progettare il nuovo apparecchio. Inoltre in caso di errori nella rilevazione delle impronte digitali, possiamo correggere le immagini in pochi secondi senza dover ripetere la poco simpatica procedura con la pasta in bocca. Sicuramente un ulteriore e non scontato vantaggio è l’estrema precisione che ci permette di creare apparecchi personalizzati: come se andassimo da un esperto sarto a farci confezionare un vestito su misura con il vantaggio che i tempi di acquisizione delle “misure” sono minori ed anche i tempi di fabbricazione sono inferiori. È infatti una metodica veloce che permette al paziente di non stare a lungo con la bocca aperta e che ci dà apparecchi su misura.

Le recessioni gengivali

La recessione è uno spostamento del margine gengivale verso l’alto se coinvolge il dente dell’arcata superiore o verso il basso se, al contrario, il dente affetto è quello inferiore. La recessione può essere singola, se interessa un unico elemento dentario, o multipla, se coinvolge più denti. Il paziente molto spesso percepisce la recessione osservando che un dente appare più lungo rispetto a quelli vicini. Diversi sono i fattori che possono dare origine alla recessione. Tra questi ritroviamo una predisposizione genetica, un errato utilizzo dei presidi di igiene orale domiciliare, un accumulo di placca batterica localizzata ed infine la parodontite (o piorrea).

La terapia delle recessioni è molto spesso di tipo chirurgico, ma viene sempre preceduta dall’eliminazione del fattore causale; ad esempio, se la causa è legata ad un uso scorretto dello spazzolino manuale, la prima indicazione sarà quella di motivare ed istruire il paziente alla corretta igiene domiciliare. Una volta riconosciuta ed eliminata la causa, si procede con l’intervento, il cui obiettivo è quello di ricostruire la parte di gengiva mancante migliorando qualitativamente e quantitativamente i tessuti gengivali attorno al dente. Molto spesso, quando le condizioni iniziali lo suggeriscono, è indicato l’utilizzo di un innesto di tessuto gengivale prelevato dal palato per consentire il raggiungimento dell’obiettivo prefissato.

Apnea Notturna - Studio Motta Jones - Rossi - Associati

Apnea notturna: rischi, sintomi e rimedi

La sindrome dell’apnea notturna: di cosa si tratta?

Non è raro sentir parlare di apnea notturna: un fenomeno piuttosto frequente che può riguardare bambini e adulti. Come si può facilmente intuire dal nome, le apnee notturne causano l’interruzione – che può durare da qualche secondo a pochi minuti – o il rallentamento eccessivo della respirazione durante il sonno, una o più volte a notte (possono essere anche più di 30 in un’ora) a seconda della gravità della sindrome. Quando si è svegli l’aria fluisce nei polmoni grazie al sostegno dei muscoli del collo che tengono aperte le vie respiratorie e che, mentre si dorme, si rilassano causando un lieve restringimento delle stesse, senza per questo impedire all’aria di entrare e uscire. Se si soffre di apnee notturne, invece, le vie respiratorie possono rimanere ostruite. Durante queste apnee, generalmente, si passa da una fase di sonno profondo ad un’altra di sonno leggero e in seguito la respirazione torna ad essere regolare, qualche volta accompagnata dal forte russare.

Come si fa a sapere se si soffre di apnea notturna?

Statisticamente, gli uomini sono più a rischio delle donne per quanto riguarda questa patologia ma il “diretto interessato”, in genere, non ha modo di accorgersi di essere affetto dalla sindrome dell’apnea notturna, soprattutto se vive da solo: l’unico segnale di cui può rendersi conto è la sonnolenza ripetuta durante il giorno, ma spesso si finisce per attribuirla ad altri fattori. Normalmente sono le persone che dormono insieme al paziente oppure chi lo osserva e ascolta durante il sonno – come nel caso di un bambino – ad accorgersi di qualche sintomo. Non esistono esami del sangue che possano diagnosticare questa sindrome, quindi è importante valutare insieme al medico i “segnali” durante un periodo di osservazione. Si esamineranno gli eventuali precedenti di apnea in famiglia e si verificherà la presenza di gonfiori o ingrossamenti dei tessuti nella bocca, nel naso e nella gola. La cattiva qualità del sonno di chi soffre di apnea notturna può causare il rilascio degli ormoni dello stress che fanno aumentare la frequenza cardiaca e questo può essere uno dei fattori d’allarme per identificare la malattia. Uno dei sintomi più frequenti delle apnee notturne è il continuo e forte russamento che, se interrotto da pause, è seguito da un ansimare o boccheggiare del paziente; il russamento di solito è più forte quando si dorme supini. Ma attenzione: russare non significa necessariamente soffrire di apnee notturne!

Di fronte alla possibile diagnosi di apnea notturna, si può effettuare la polisonnografia in ospedale o in una clinica specializzata oppure si può ricorrere ad un monitor portatile a domicilio, per registrare l’attività cerebrale, i movimenti oculari, il battito cardiaco e la pressione.

Le diverse tipologie e cause dell’apnea notturna

A seconda di come si verifica il fenomeno dell’apnea notturna durante il sonno, sono state classificate due tipologie:

  • si parla di apnea ostruttiva se le vie respiratorie si ostruiscono oppure collassano e l’aria che attraversa l’ostruzione provoca forte russamento. È particolarmente frequente nelle persone in sovrappeso e nei bambini con tonsille ingrossate;
  • meno frequente l’apnea centrale, causata dalla mancanza di “invio” dei segnali corretti da parte della zona del cervello che controlla la respirazione ai muscoli che partecipano alla sua attivazione, diffusa ad esempio tra chi fa uso continuo di certe tipologie di farmaci.

Le vie respiratorie di chi soffre di apnea notturna restano del tutto o parzialmente ostruite perché:

  • i muscoli del collo e la lingua si rilassano troppo;
  • la lingua e le tonsille sono di dimensioni eccessive rispetto all’ampiezza delle vie respiratorie;
  • l’adipe in eccesso di un soggetto in sovrappeso può far ispessire le pareti della trachea;
  • la particolare struttura ossea di testa e collo provoca il restringimento delle vie respiratorie;
  • l’età avanzata del paziente causa una diminuzione della capacità degli impulsi nervosi di mantenere rigidi i muscoli del collo durante il sonno.

Quali rischi corre chi soffre di apnea notturna?

L’apnea notturna può alterare il metabolismo contribuendo alla possibilità di andare incontro ad obesità e diabete. Se le vie respiratorie sono parzialmente o totalmente occluse durante il sonno, i polmoni non ricevono la quantità d’aria necessaria, quindi si può verificare anche un abbassamento repentino del livello di ossigeno nel sangue; il cervello inizierà a “disturbare” il sonno per cercare di irrigidire i muscoli delle vie aeree superiori e di tenere aperta la trachea. Ne può derivare un aumento della frequenza cardiaca, aritmie o anomalie del battito fino all’insufficienza cardiaca e conseguente rischio di ipertensione, infarto, ictus. La mancanza di sonno può portare ad incidenti sul lavoro o alla guida di veicoli.
Alcuni dei sintomi “campanello d’allarme” sono al contempo delle conseguenze fastidiose di questa patologia come:

  • mal di testa frequenti la mattina;
  • problemi di memoria, apprendimento e concentrazione;
  • irritabilità, depressione, sbalzi d’umore;
  • necessità di alzarsi frequentemente la notte per urinare;
  • sensazione di bocca asciutta o mal di gola al risveglio.

La cura dell’apnea notturna

Nella maggior parte dei casi per eliminare il fenomeno delle apnee notturne, si consiglia innanzitutto di modificare alcune cattive abitudini e lo stile di vita. Alcuni esempi sono:

  • abolire il fumo
  • ridurre o abolire il consumo di alcol e sostituire i farmaci che provocano sonnolenza
  • dimagrire in caso di sovrappeso
  • abituarsi a prendere sonno stando sdraiati su un fianco invece che supini, eventualmente anche con l’aiuto di cuscini
  • valutare il ricorso a spray nasali o farmaci contro le allergie, per migliorare la respirazione

Il dentista o l’ortodontista possono realizzare un apparecchio su misura per rimettere in posizione la mandibola e la lingua e tenere aperte le vie respiratorie mentre si dorme, soprattutto nei casi di apnea notturna lieve.
Quando questi accorgimenti non bastano, la terapia più comune per curare l’apnea notturna è quella con il ventilatore a pressione positiva continua (CPAP), uno strumento che crea una lieve pressione d’aria per tenere aperte le vie respiratorie mentre si dorme. Questo ventilatore deve essere regolato le prime volte dal personale qualificato: il flusso d’aria dell’apparecchiatura viene modificato in base alle necessità del paziente.
Esiste anche la possibilità di ricorrere ad un intervento chirurgico per allargare le vie respiratorie, rimuovendo o restringendo i tessuti in eccesso nella cavità orale, oppure risistemando la mandibola. La rimozione delle tonsille, invece, può risultare idonea nei bambini in cui queste sono responsabili di ostacolare la respirazione.

Studio Motta Jones - Rossi - Associati - il tuo sorriso

Il tuo sorriso

Non nasconderti quando sorridi. È un aspetto importante di te! Sorridi sempre: la tecnologia digitale può aiutarti. Il digital smile design e i mock up virtuali stanno rivoluzionando la comunicazione e il rapporto tra paziente e dentista.
Grazie all’utilizzo della fotografia e delle impronte digitali (non quelle delle dita!), oggi è possibile mostrare al paziente la sua situazione iniziale e fornire una previsione di come potrebbe migliorare il suo sorriso. I rendering realistici mostrano esattamente come sarà il sorriso del paziente al termine dei trattamenti di estetica dentale

PROVA IL TUO SORRISO PRIMA DEL TRATTAMENTO!

Per rendere meglio l’idea: è un po’ come quando si va dall’architetto che ci mostra, attraverso i render, come sarà la nostra casa dopo i lavori di ristrutturazione. Allo stesso modo, la tecnologia digitale è in grado di mostrarti come sarà il tuo sorriso dopo le cure. Ma non finisce qui! Lo studio dentistico Motta Rossi, Jones e Associati ha un’arma in più: grazie alle mascherine in silicone e alle resine – prodotti che garantiscono una resa estetica di alta qualità – siamo in grado di applicare il nuovo sorriso in prova. Sì, hai capito bene! Potrai guardarti allo specchio e vedere come ti sta questo nuovo sorriso. Potrai tornare a casa e mostrarlo anche alla tua famiglia, un parere estetico in più non fa mai male. Potrai provare il tuo nuovo sorriso prima ancora di iniziare il trattamento vero e proprio e valutare se ti piace.

IL RENDERING ESTETICO PER IL TUO SORRISO

Il rendering estetico dura pochi giorni, giusto il tempo per capire, visualizzare e apprezzare come sarà il risultato: un sorriso finalmente smagliante e senza imperfezioni.
Attenzione però, perché questa non è una scorciatoia. Ricorda sempre che esistono degli step imprescindibili a qualsiasi trattamento odontoiatrico:

  • La diagnosi parodontale (lo stato di salute di gengive, legamento parodontale e osso);
  • La cariologica (carie dentarie);
  • L’ortognadontica (malocclusioni e malposizioni dentarie).

È importante comprendere che non è saggio applicare un qualsiasi dispositivo protesico senza una corretta diagnosi. Anzi, potrebbe rivelarsi un errore gravissimo con il conseguente fallimento precoce della riabilitazione.

Grazie alla tecnologia digitale, una vera e propria rivoluzione in campo odontoiatrico e nell’estetica dentale, il tuo nuovo sorriso non è più a scatola chiusa. Puoi provarlo e decidere se fa per te.
Charlie Chaplin diceva: “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso”.
Sorridi sempre!

Apparecchio trasparente - Studio Dentistico Motta Jones Rossi & Associati - Milano Centro

Apparecchio trasparente per il riallineamento dei denti

L’apparecchio trasparente per i denti è uno strumento utilizzato per riallineare la dentatura ed ottenere quindi dei benefici sia estetici che terapeutici, fino al raggiungimento di una migliore masticazione e di un più naturale movimento mandibolare. Nel periodo in cui si indossa l’apparecchio per i denti, è possibile notare significativi spostamenti di tutti i denti e risolvere il problema in modo definitivo.

Vediamo nel dettaglio alcuni aspetti relativi all’uso dell’apparecchio trasparente:

Apparecchio trasparente per bambini e adulti

Al di là di quello che si potrebbe pensare, il problema dell’allineamento non corretto dei denti non è ad esclusivo appannaggio dei bambini. Spesso anche gli adulti hanno necessità di effettuare un trattamento terapeutico di riallineamento dentale, magari perché è un problema che è stato trascurato in giovane età oppure a causa di un incapsulamento dentale non corretto, o ancora a causa della perdita di uno o più denti che comporta uno squilibrio del cavo orale. Sono numerose e di diversa natura le cause che rendono spesso urgente un trattamento terapeutico di riallineamento dei denti nei pazienti adulti. In tutto questo però  esiste una nota dolente: il paziente adulto soffre il disagio psicologico di indossare un apparecchio per i denti – fisso o mobile – troppo visibile e che rende poco piacevole il sorriso.

Le caratteristiche dell’apparecchio trasparente

Lo studio dentistico Motta Jones, Rossi e Associati offre il trattamento di ortodonzia invisibile mediante l’uso dell’apparecchio trasparente, garantendo un’assistenza medica adeguata in tutte le fasi: diagnosi, cura e mantenimento dell’allineamento dentale ottenuto.

Le caratteristiche dell’apparecchio trasparente sono:

  • Comodità e facile rimozione, è infatti possibile toglierlo autonomamente per bere, per mangiare e per effettuare la pulizia orale quotidiana con spazzolino e filo interdentale;
  • Non provoca alcuna irritazione al cavo orale e alla bocca;
  • Non costituisce un ostacolo per il linguaggio e la pronuncia;
  • E’ molto leggero, poiché il materiale con cui viene prodotto è una resina di 3 decimi di millimetro di spessore;
  • E’ personalizzato poiché viene prodotto in laboratorio dalle impronte dentali del paziente;
  • E’ pressoché indolore, anche se è giusto riportare che durante le prime ore dopo l’inserimento, è possibile che il paziente percepisca una leggera sensazione di fastidio o un dolore lieve, che di solito scompare dopo qualche ora. Questo fenomeno avviene perché la dentatura ha bisogno di un breve periodo di tempo per adattarsi all’apparecchio dentale.

In che modo agisce l’apparecchio trasparente?

Molti pazienti si chiedono in che modo funziona l’apparecchio trasparente. Il nostro obiettivo qui è quello di fare un po’ di chiarezza, al fine di mettere a proprio agio i pazienti e offrire la possibilità di valutare con cura i trattamenti terapeutici che si possono adottare.

Quando un dente viene sottoposto ad una forza esterna, si sposta nella stessa direzione della forza che ha ricevuto. Questo fenomeno accade perché il tessuto osseo è molto flessibile. Quando si indossa un apparecchio per il raddrizzamento dei denti assistiamo a due fenomeni:

  • La parte verso cui viene spinto il dente si riassorbe;
  • La parte che rimane vuota a causa dello spostamento del dente, è riempita da un nuovo tessuto osseo.

Quando è necessario l’apparecchio trasparente per i denti?

Esistono diversi casi in cui l’apparecchio per i denti, e in particolare l’apparecchio invisibile proposto ai pazienti adulti, è assolutamente necessario:

  • Nei casi di affollamento dentale, un fenomeno che si manifesta quando manca lo spazio tra i denti, ovvero quando i denti non hanno uno spazio adeguato per crescere dritti e quindi si scontrano l’uno con l’altro. In questi casi, l’apparecchio ha la funzione di creare spazio per far crescere i denti nel modo giusto;
  • Nei casi di diastema, un fenomeno che si verifica invece quando lo spazio tra i denti è eccessivo e non favorisce alcun punto di contatto. In presenza di diastema, l’apparecchio dentale ha la funzione di avvicinare i denti tra loro, chiudendo lo spazio;
  • Nei casi di morso crociato, che si verifica quando l’arcata superiore dei denti è più stretta rispetto all’arcata inferiore. In questi casi il morso, e quindi l’incastro tra le due arcate, è invertito, ossia i denti superiori si inseriscono negli spazi dei denti inferiori. Anche qui l’apparecchio trasparente, fisso o mobile, costituisce una valida risoluzione al problema poiché consente di espandere l’arcata superiore e di spingere i denti verso l’esterno;
  • Nei casi di morso profondo, ossia quando l’arcata superiore dei denti si sovrappone all’arcata inferiore;
  • Nei casi di morso inverso, ossia quando l’arcata inferiore dei denti sporge eccessivamente.

L’apparecchio trasparente innovativo e non invasivo

Fortunatamente, le innovazioni in campo odontoiatrico, hanno risolto questo problema. Presso lo studio dentistico Motta Jones, Rossi e Associati di Milano, risolviamo il problema dei denti non perfettamente allineati sia per pazienti bambini che per gli adulti. Nello specifico, per i pazienti adulti proponiamo l’apparecchio trasparente, o apparecchio invisibile, conosciuto anche come mascherina trasparente o con il nome di Invisalign. Si tratta di un particolare modello di apparecchio dentale, in grado di riallineare i denti senza dover ricorrere alle piastrine o agli archi metallici, elementi tipici dei classici apparecchi fissi o mobili e considerati particolarmente invasivi.

L’apparecchio trasparente è una tecnica di allineamento dentale non invasiva, poiché consente di riequilibrare il sorriso grazie all’utilizzo di mascherine in resina trasparente. L’impiego di questo materiale è innovativo, poiché costituisce un beneficio per la salute dei denti, ma anche un beneficio psicologico: il paziente ha la possibilità di riallineare i denti senza dover ricorrere ad un apparecchio invasivo e antiestetico. Le mascherine trasparenti utilizzate in questo trattamento ortodontico sono quasi del tutto invisibili e hanno una reale efficacia terapeutica.

Ai pazienti che si affidano al nostro studio dentistico associato, consigliamo di cambiare l’apparecchio trasparente ogni due settimane circa, in modo da guidare progressivamente i denti alla posizione corretta. E’ necessario poi tenerle tutto il giorno e la notte, togliendole solo per mangiare, per bere e per effettuare l’igiene orale quotidiana. Solitamente un risultato ottimale si raggiunge quando l’apparecchio trasparente viene indossato per almeno 22 ore al giorno, considerando anche la notte.

Apparecchio trasparente e terapia di mantenimento

Il nostro obiettivo, per favorire la risoluzione definitiva del problema, è quello di visualizzare in anticipo tutte le fasi di spostamento dei denti e produrre così gli apparecchi trasparenti personalizzati e sequenziali per ottenere nel tempo il posizionamento corretto di tutti i denti. Pianifichiamo attentamente insieme al paziente delle visite dentistiche periodiche, con lo scopo di verificare e monitorare i progressi della terapia, gli spostamenti dei denti, e assicurarci che il trattamento terapeutico adottato funzioni e proceda correttamente.  Nel momento in cui constatiamo l’effettivo raggiungimento della posizione dei denti precedentemente programmata, applichiamo l’apparecchio trasparente successivo (di solito ogni 2 settimane).

Alla fine dell’intero periodo di trattamento mediante l’impiego dell’apparecchio trasparente – che di solito dura circa 18 mesi, ma con durata variabile in base ai singoli casi – consigliamo sempre ai nostri pazienti di proseguire la terapia con una mascherina di contenzione, allo scopo di mantenere la posizione corretta raggiunta.