3 step technique

Curare l’erosione dentale da reflusso gastroesofageo in modo efficace

Denti consumati, cause e rimedi dell’erosione dentale

I denti consumati solitamente hanno perso una certa quantità di smalto a seguito di un processo di deterioramento. Questo problema, oltre a causare inestetismi, può essere il segnale di altre patologie da affrontare con tempestività. Conoscere l’origine dell’erosione dentale e sapere perché i denti si consumano può aiutare a prevenire il problema.

Alcune sostanze acide nella bocca attaccano la superficie esterna della dentatura provocando lesioni. Chi soffre di vomito frequente o reflusso gastroesofageo può essere, ad esempio, soggetto a erosione dei denti a causa dell’acido cloridrico che dallo stomaco transita nella bocca.

SINTOMI DEI DENTI CONSUMATI

I sintomi e l’aspetto dei denti consumati sono facilmente riconoscibili. Alcuni segni evidenti che caratterizzano l’erosione dentale sono:

  • denti gialli e corti;
  • smalto dentale trasparente, soprattutto sui bordi. Talvolta sembra che i denti siano di vetro. In presenza di questo sintomo si può andare incontro a fratture o scheggiature dell’elemento dentario;
  • aumento della sensibilità dentale agli stimoli termici;
  • dolore causato dall’esposizione della polpa dentaria.

La presenza della saliva in bocca contribuisce a mantenere l’equilibrio contro gli acidi e si oppone al proliferare di batteri. Il dentista, per prevenire l’erosione dello smalto dei denti, considera anche che vi sia la giusta presenza di saliva nel cavo orale del paziente.

LE CAUSE DEI DENTI CONSUMATI: BRUXISMO E ABFRACTION

L’usura dei denti fino a un certo livello è un fenomeno fisiologico ed è dovuta all’avanzare dell’età e all’invecchiamento della persona.

Tra le cause meccaniche più comuni del consumo dentale ci sono:

  • il bruxismo che porta a digrignare i denti,
  • lo sfregamento di altri materiali contro la superficie dei denti e lo spazzolamento troppo energico,
  • l’utilizzo di dentifrici abrasivi dall’effetto sbiancante,
  • l’abfraction, ovvero la perdita di smalto dovuta alle flessioni del colletto del dente causate dal digrignamento.

L’erosione e l’abrasione non sono la stessa cosa, infatti la prima si riferisce al consumarsi del dente in tutta la sua superficie. L’abrasione dentale, invece, riguarda solo la parte del dente coinvolta nella masticazione.

RIMEDI DEI DENTI CONSUMATI: LA RICOSTRUZIONE DEI DENTI

Quando l’usura dei denti viene riconosciuta in tempo è possibile procedere con l’applicazione di ricostruzioni in composito o di faccette dentali. Queste rappresentano la soluzione ideale in modo particolare per risolvere problemi di ipersensibilità ed estetici.

In presenza di denti consumati i dentisti del nostro studio di Milano valutano quale approccio terapeutico seguire. In alcuni casi è necessario:

  • correggere la dieta,
  • migliorare la tecnica dello spazzolamento,
  • procedere con l’applicazione di protesi dentarie,
  • procedere con l’applicazione di faccette dentali in ceramica,
  • incapsulare i denti gravemente danneggiati dall’erosione.

Un tempo per incapsulare un dente era necessario devitalizzarlo e limarlo per proteggerlo con spesse corone dentali. Attualmente, invece, i medici dentisti possono contare su nuovi materiali innovativi come il disilicato di litio, che permettono di realizzare corone sottili e resistenti dopo aver effettuato una lieve limatura del dente.

Tecniche innovative per proteggere e ricostruire i denti

La tecnica della limatura e della devitalizzazione è considerata sempre più superata dai dentisti moderni. Presso il nostro studio offriamo ai pazienti la possibilità di usufruire dell’esperienza della dottoressa Vailati e dei suoi stretti collaboratori per il metodo 3 Step Technique. Questa tecnica innovativa è totalmente additiva e consente di sostituire in poche sedute la parte abrasa dei denti con un materiale composito.

denti consumati - Studio dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

denti consumati – Studio dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

In caso di abrasione da bruxismo, si procede anche con la realizzazione di  una mascherina di protezione personalizzata da indossare nelle ore notturne. Questa consente di proteggere i denti dall’ulteriore erosione.

La dentizione nei neonati: come alleviare il dolore

Molti genitori si rivolgono al nostro studio dentistico a causa delle preoccupazioni sulla dentizione nei neonati. La formazione dei denti da latte ha inizio mentre il bambino è ancora nella pancia della mamma. L’eruzione dei primi dentini è una delle tappe fondamentali della crescita di ogni bambino, che può causare fastidio, febbre e dolore ed è importante sapere come affrontarla al meglio. Per ogni genitore vedere la prima puntina bianca che spunta dalla gengiva è un momento molto emozionante e spesso coincide con la fine di un periodo caratterizzato da pianti e forte irritabilità del neonato.

Il processo della dentizione si distingue nella comparsa della dentatura decidua  (formata dai denti da latte) e della dentatura permanente. La dentatura decidua è composta di 20 elementi dentari mentre la dentatura permanente è formata da 32 elementi dentari.

QUANDO AVVIENE LA DENTIZIONE NEI NEONATI?

Molti pazienti ci chiedono informazioni su come e quando spuntano i denti da latte. Solitamente l’eruzione dei denti si verifica intorno ai 6/8 mesi del bambino. I primi dentini che fuoriescono sono gli incisivi centrali inferiori e gli incisivi centrali superiori. Orientativamente, la dentizione del neonato segue quest’ordine:

  • 6 – 10 mesi di età, denti incisivi centrali inferiori;
  • 8 – 12 mesi di età, incisivo centrale superiore;
  • 8 -13 mesi di età, incisivo laterale superiore;
  • 10 – 16 mesi di età, denti incisivi laterali inferiori;
  • 13 -19 mesi di età, primo molare superiore;
  • 14 – 18 mesi di età, primo molare inferiore;
  • 16 – 22 mesi di età, denti canini superiori;
  • 17 – 23 mesi di età, denti canini inferiori;
  • 23 – 31 mesi di età, secondo molare inferiore;
  • 25 – 33 mesi di età, secondo molare superiore.

Denti decidui e denti permanenti

Quasi tutti i denti permanenti sostituiscono i denti decidui equivalenti. I molari permanenti, invece, non hanno un dente deciduo soprastante e i premolari permanenti erompono in sostituzione dei molari decidui. Tra i 6 anni e i 12 anni di età fuoriescono i denti permanenti e dai 17 ai 30 anni di età possono erompere i terzi molari, anche detti denti del giudizio, che possono anche rimanere sempre inclusi.

dentizione nei neonati - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

dentizione nei neonati – Studio Motta Jones, Rossi & Associati

Come facilitare l’eruzione dei dentini

I genitori possono agevolare la fuoriuscita dei denti dando al bambino qualcosa da tenere tra le gengive e mordere, per stimolare l’eruzione dentale. A tale scopo si possono utilizzare i massaggiatori gengivali refrigerati, che si acquistano in farmacia o nei negozi che vendono prodotti per l’infanzia. Questi contribuiscono anche ad alleviare il fastidio alle gengive perché contengono un liquido refrigerante. In alternativa, anche la scorza di pane cotto a legna è adatta allo scopo e il suo sapore risulta più gradevole per il bambino. Una tecnica per alleviare il fastidio e stimolare l’eruzione dei denti è quella di massaggiare le gengive con gel specifici.

SINTOMI DELLA DENTIZIONE NEI NEONATI

Alcuni sintomi sono molto frequenti durante l’eruzione dei denti da latte. Il bambino inizia a manifestare il desiderio di succhiare e mordicchiare tutto ciò che capita a portata di mano. Ci sono bambini che provano solo un leggero fastidio, mentre altri avvertono un dolore che può anche causare risvegli notturni. L’intensità del dolore da dentizione nel neonato dipende anche da quali denti stanno spuntando e dalla sensibilità delle diverse aree della bocca.

Nei giorni che precedono la fuoriuscita dei denti, le gengive solitamente appaiono gonfie e livide ma questo non dovrebbe essere motivo di particolari preoccupazioni. Se entro qualche settimana l’ematoma non si riassorbe, però, è consigliabile eseguire un controllo dal pedodontista.

Anche la salivazione del neonato può aumentare e può salire qualche linea di febbre, non superiore ai 37 gradi e mezzo. Alcuni bambini manifestano calo di appetito, irritabilità e soffrono di diarrea e cacca acida.

dentizione nei neonati - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

dentizione nei neonati – Studio Motta Jones, Rossi & Associati

COME ALLEVIARE I FASTIDI DELLA DENTIZIONE NEI NEONATI

I pedodontisti del nostro Studio consigliano ai genitori dei bambini (vedi articolo) che provano molto dolore durante la dentizione alcuni farmaci per alleviare il fastidio. In genere suggeriamo di ricorrere alla terapia farmacologica quando il bambino è soggetto a frequenti pianti isterici e si sveglia spesso di notte urlando. Anche il pediatra può provvedere a prescrivere al bambino i tempi di somministrazione e la dose esatta di farmaci analgesici, in genere la Tachipirina, in base al peso.

Si possono anche massaggiare delicatamente le gengive con olio di oliva, con dei gel specifici, con un balsamo calmante oppure con prodotti a base di miele.

Proteggere lo smalto dei denti

Sapere come proteggere lo smalto dei denti è molto utile per prevenire diversi problemi e patologie dentali. Molti pazienti del nostro studio dentistico a Milano si rivolgono a noi per prevenire o curare questo problema dei denti piuttosto diffuso. Lo smalto dentale è lo strato più superficiale dei denti e ha la funzione di proteggerli dall’usura e dall’attacco di agenti esterni. Alcune cattive abitudini e l’avanzare dell’età possono danneggiare lo smalto, rallentando il suo ruolo di difesa del dente fino ad impedirlo del tutto. L’abrasione dentale può interessare, in alcuni casi, soprattutto la superficie masticatoria e quella esterna dei denti, che si trova a livello dei colletti.

come proteggere lo smalto dei denti - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

come proteggere lo smalto dei denti – Studio Motta Jones, Rossi & Associati

PRINCIPALI CAUSE DELL’USURA DELLO SMALTO DEI DENTI

Le cause dell’erosione dello smalto dei denti possono essere diverse, ma in generale questo fenomeno dipende dalla presenza di sostanze acide nel cavo orale. Queste aggrediscono la superficie esterna dei denti e provocano delle lesioni. Sono particolarmente soggetti a questo tipo di problemi:

  • pazienti con forte acidità del cavo orale, come nel caso di chi soffre di reflusso gastro-esofageo;
  • pazienti che soffrono di frequenti episodi di vomito, come chi è affetto da reflusso gastro-esofageo o soffre di bulimia;
  • persone che abusano del consumo di alimenti particolarmente acidi, come gli agrumi;
  • pazienti che soffrono di bruxismo e digrignano i denti durante la notte;
  • persone che soffrono di carie.

SINTOMI DELL’EROSIONE DELLO SMALTO DENTALE E CONSEGUENZE

I primi segni del consumo dello smalto dei denti sono:

  • variazione del colore dei denti, tendente al giallo;
  • variazione della forma dei denti che appaiono più corti;
  • smalto trasparente lungo i bordi della dentatura.

Le conseguenze dell’usura dello smalto dentale non sono unicamente di natura estetica. I pazienti che ne soffrono avvertono un aumento della sensibilità dentale, poiché la polpa scoperta è maggiormente esposta agli stimoli termici. Inoltre, i denti privati di smalto sono più a rischio di contaminazione batterica e questo può dare luogo ad altre malattie del cavo orale.

Individuare quanto prima, insieme al dentista, le cause dell’erosione dentale è molto importante per comprendere immediatamente come proteggere lo smalto dei denti dall’usura. In questi casi intervenire tempestivamente e cambiare i comportamenti che portano all’erosione è fondamentale per evitare di incorrere in eventuali fratture o scheggiature del dente.

Lo smalto dentale e il colore dei denti

Molti credono erroneamente che lo smalto superficiale sia l’elemento che determina il colore dei denti. In realtà questo è traslucido e lascia, quindi, trasparire il colore della dentina sottostante. Questa può avere sfumature che vanno dal giallo al grigio ed è la vera responsabile della colorazione dei denti.

RIMEDI PER PROTEGGERE LO SMALTO DEI DENTI DALL’EROSIONE

Ai pazienti che si rivolgono al nostro studio di dentisti per sapere come proteggere lo smalto dei denti dall’usura, consigliamo di partire insieme dall’individuazione della causa del problema. Dopo aver identificato l’origine dell’abrasione dei denti, si stabilisce la terapia da seguire per limitare o eliminare il problema dell’erosione dentale. Alcuni tipici rimedi attuati da noi dentisti sono:

  • la correzione della dieta del paziente;
  • il miglioramento della tecnica di spazzolamento;
  • la correzione dell’uso di dentifrici troppo abrasivi, come quelli sbiancanti;
  • la prescrizione di collutori che tamponano l’acidità per pazienti bulimici o affetti da reflusso;
  • l’applicazione di faccette dentali in ceramica, in caso di denti ancora non eccessivamente compromessi;
  • l’applicazione di protesi dentarie come la corona dentaria o capsula dentale, in caso di denti già molto compromessi.
come proteggere lo smalto dei denti - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

come proteggere lo smalto dei denti – Studio Motta Jones, Rossi & Associati

Tecnologie e materiali innovativi per la cura dell’erosione dello smalto dentale

Le cure per l’erosione dello smalto dentale beneficiano delle nuove tecnologie applicate alle terapie dentali e della diffusione dell’utilizzo di nuovi materiali molto resistenti, come il disilicato di litio. Grazie a queste, oggi è possibile rivestire i denti senza limarli. Evitare di sottrarre tessuto dentario sano è molto vantaggioso e non comporta la devitalizzazione degli elementi dentari.

Proteggere lo smalto dei denti: come lavarli correttamente

Come prevenire ed evitare che lo smalto dei denti si consumi a causa di uno spazzolamento scorretto e dell’uso di prodotti per l’igiene orale inadeguati? È molto importante imparare a seguire quotidianamente alcune indicazioni sulla pulizia dei denti quotidiana. Molte persone eseguono, ad esempio, lo spazzolamento dei denti con un movimento orizzontale. La superficie dentale, invece, va spazzolata seguendo un movimento verticale, che parte dalla gengiva e prosegue verso l’estremità del dente. Questa va eseguita senza applicare troppa forza e preferibilmente utilizzando uno spazzolino con setole morbide.

LE CARIE CAUSANO L’USURA DELLO SMALTO DEI DENTI?

Chi soffre di carie, spesso è soggetto anche al problema dell’erosione dello smalto dentale. Lo streptococco mutans, batterio responsabile della formazione delle carie, si ciba di carboidrati e rilascia un acido che corrode lo smalto. Anche in questo caso è fondamentale eseguire un’accurata igiene orale dopo ogni pasto, per evitare che con il tempo l’acido consumi sempre di più lo smalto. Questo permetterebbe il passaggio dei batteri verso le parti più interne del dente, rischiando di compromettere anche la dentina e la polpa.

I frequenti controlli dal dentista sono necessari a diagnosticare in tempo utile sia la presenza di carie che l’eventuale inizio di erosione dentale. Accorgersi autonomamente del processo carioso che interessa solo lo smalto è piuttosto difficile, poiché quest’ultimo è privo di terminazioni nervose. Il dentista può facilmente riconoscere la presenza di carie anche quando sono ancora asintomatiche.

Bruxismo: ricostruire i denti per rimediare ai danni del digrignamento

Per chi soffre di bruxismo, ricostruire i denti può essere una delle soluzioni estreme in caso non si riesca ad arrestare il problema per tempo. La patologia che fa serrare la mandibola con eccessiva forza e digrignare i denti, soprattutto durante la notte, porta diverse conseguenze alla salute. Una delle più evidenti è il fatto che lo smalto dentale si consuma eccessivamente, fino alla comparsa di fratture ai denti. Il digrignamento è un’azione involontaria e di solito il paziente non si accorge di avere tale problema finché non si manifestano problemi ai denti. Esistono però altri sintomi che, se indagati per tempo, possono permettere a chi ne è affetto di intervenire prima che i denti subiscano danni seri.

Bruxismo - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

Bruxismo – Studio Motta Jones, Rossi & Associati

CONSEGUENZE DEL BRUXISMO: QUANDO RICOSTRUIRE I DENTI?

Con il tempo, digrignare i denti può portare conseguenze gravi alla loro salute. Il continuo sfregamento dei denti è ciò che provoca i danni allo smalto. Poiché in tal modo la dentina rimane esposta, si avvertirà anche l’aumento della sensibilità dentale al caldo e al freddo.

Quando si serra la mandibola con molta forza durante il sonno, se i denti sono già molto consumati, si possono inoltre verificare delle piccole fratture. I dentisti ricorrono alla ricostruzione quando lo smalto dentale del paziente ha ormai subito gravi danni. Grazie alla ricostruzione, si recupera la funzionalità dei denti e si ottiene un miglioramento estetico.

SOLUZIONI AI DANNI DEL BRUXISMO PER RICOSTRUIRE I DENTI

Per rimediare ai danni dello smalto dentale causati dal bruxismo è necessario ricorrere alle protesi dentarie. Le più utilizzate in caso di danni meno gravi sono le faccette dentali e gli intarsi. Grazie a questi, si ripristinano la forma e la colorazione naturale della dentatura. In alternativa, si può effettuare una ricostruzione con resina composita, inserita direttamente sui denti, modellandone la forma e indurendola per mezzo di una particolare luce. Utilizzare un bite o delle mascherine a seguito della ricostruzione diventa indispensabile per evitare danni alle protesi.

Cause e sintomi del bruxismo

Esistono diversi fattori riconosciuti come possibili cause del digrignamento dei denti, come:

  • disturbi del sonno,
  • malocclusione dentale,
  • stress,
  • assunzione di alcuni farmaci,
  • malattie neurologiche,
  • uso di droghe,
  • consumo eccessivo di alcolici.

Alcuni segnali non andrebbero trascurati perché possono indicare al paziente di essere affetto da questa patologia. Quando si digrignano i denti ci si sveglia tendenzialmente con i muscoli della faccia indolenziti. I denti che hanno subito l’abrasione dello smalto presentano in genere un colore giallastro e sono più corti della norma. L’erosione della parte distale, infatti, degenera in un progressivo rimpicciolimento dei denti. Anche i dolori alla cervicale ed i mal di testa frequenti al risveglio possono indicare che si soffre di bruxismo. Inoltre, chi digrigna i denti può avere problemi ad aprire completamente la bocca e a deglutire.

PREVENIRE I DANNI DEL BRUXISMO E LA RICOSTRUZIONE DEI DENTI

Se il bruxismo viene diagnosticato in tempo, è possibile salvaguardare la salute dei denti del paziente grazie all’uso del bite. Questa mascherina, realizzata sulle impronte dentali, impedisce alle arcate di entrare in contatto tra di loro quando si serra la bocca. Con il bite è possibile evitare l’usura dello smalto ed alleviare la tensione muscolare, migliorando anche la qualità del sonno del paziente. Questi apparecchi in gomma dura o morbida ricalcano la dentatura e si devono indossare durante tutta la notte.

Bite - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

Bite – Studio Motta Jones, Rossi & Associati

È utile, inoltre, provare a migliorare il proprio stile di vita per evitare lo stress che porta a digrignare i denti e correggere l’eventuale malocclusione.

Come è fatto un dente? conosciamo l’anatomia e la morfologia di questo organo

Sapere come è fatto un dente può aiutare a comprendere la natura e l’origine delle tipiche problematiche e malattie dei denti. La maggior parte delle persone apprezza l’estetica di una bella dentatura e desidera denti sani, ma spesso non si sa come sono fatti i denti internamente ed esternamente. Spesso i nostri pazienti ci chiedono se il dente sia un osso e si interrogano su quali siano le parti principali che lo compongono. Questi organi sono presenti nel cavo orale di diverse specie animali per masticare gli alimenti da deglutire e per assolvere a funzioni fonetiche.

Come è fatto il dente dell’uomo – ⬆️

Nel cavo orale dell’uomo crescono due ordini di denti: i denti da latte (provvisori, durante l’infanzia) e i denti permanenti. Entrambe le tipologie hanno le radici. I canini, gli incisivi e i premolari inferiori ne hanno una, i premolari superiori possono averne una o due e i molari inferiori ne hanno due. I molari superiori, infine, hanno tre radici. Ciascun dente può essere suddiviso in tre parti:

  • la corona, parte superiore, visibile;
  • la radice, parte totalmente impiantata dentro l’alveolo dentario;
  • il colletto, parte intermedia di connessione tra le due, molto sottile.

I diversi denti assumono determinate forme a causa della necessità di tagliare e masticare il cibo. I molari e i premolari hanno dei solchi e delle cuspidi ed hanno la funzione di triturare il cibo. Gli incisivi sono appiattiti e i canini appuntiti e servono a tagliare gli alimenti. I nomi dei denti richiamano i compiti che svolgono nella masticazione.

Alveoli, ossa mascellari, arcate dentali, gengive: ecco come è fatto un dente – ⬆️

I denti sono allocati all’interno di cavità ossee dette alveoli. Le ossa mascellari sono le strutture ossee che li sostengono. I denti che si trovano negli alveoli della mascella e della mandibola formano insieme le arcate dentali. Il dente è ancorato all’osso alveolare per mezzo del legamento parodontale. Il colletto è la parte intermedia che collega radice e corona. Attorno ad esso si estende il bordo delle gengive. Le gengive formano una barriera che ostacola il passaggio dei batteri, proteggendo l’osso.

A cosa servono i denti del giudizio – ⬆️

In epoca preistorica, la mascella dell’homo sapiens era di dimensioni maggiori e i denti del giudizio contribuivano alla masticazione. A seguito della scoperta del fuoco e con la possibilità di cuocere i cibi, la masticazione è stata facilitata e le dimensioni delle mascelle dell’uomo si sono gradualmente ridotte. Il numero dei denti però è rimasto lo stesso e spesso i denti del giudizio non hanno sufficiente spazio per erompere correttamente in arcata. Trattandosi quindi di denti inutili, in caso di problemi noi dentisti spesso ne consigliamo l’estrazione.

Come è fatto un dente - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

Come è fatto un dente – Studio Motta Jones, Rossi & Associati

Come è fatto un dente: le domande e risposte più utili – ⬆️

Alcune domande che i pazienti ci pongono riguardo ai denti sono particolarmente comuni:

  • il dente è un osso? Questo organo è composto da diversi tessuti solidi e molli. I tessuti sono:
    • lo smalto, nella parte più esterna della corona;
    • la dentina, dove passano i canali detti tubuli nei quali alloggiano i prolungamenti degli odontoblasti, che garantiscono la sensibilità dentale;
    • il cemento;
    • la polpa, che fornisce nutrimento e ossigeno agli odontoblasti

    Questi tessuti sono legati alle ossa di mascella e mandibola.

Come è fatto un dente - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

Come è fatto un dente – Studio Motta Jones, Rossi & Associati

  • Quanto è lungo un dente? – La lunghezza dei denti varia a seconda del tipo di dente e della funzione che svolge. I più lunghi sono i canini e gli incisivi, questi ultimi lunghi mediamente 22,5 mm.
  • Quanti denti ci sono nella bocca? – Normalmente sono 32, 16 per arcata ovvero 8 incisivi, 4 canini, 8 premolari e 12 molari.
  • Cosa sono i denti decidui? – Vengono chiamati così i denti provvisori, anche detti denti da latte.

Sapere come è fatto un dente per prendersi cura dei denti

Poiché la struttura dei denti è piuttosto complessa e ogni parte che li compone contribuisce a farli funzionare correttamente, è evidente l’importanza della cura costante di questi organi. Nonostante siano degli organi piccoli e considerati meno vitali, infatti, i denti possono causare seri problemi e dolori quando sono soggetti a malattie. È fondamentale, quindi, prendersene cura nel modo più efficace, tramite alcuni accorgimenti:

  • eseguire costantemente una corretta pulizia e igiene orale;
  • seguire un’alimentazione sana;
  • effettuare periodicamente visite di controllo dal dentista.