Denti Storti - Studio Motta Jones - Rossi - Associati

Come risolvere il problema dei denti storti

I DENTI STORTI E LA NASCITA DELLE TERAPIE ORTODONTICHE

Quello dei denti storti è un problema molto diffuso che può riguardare, purtroppo, tanto i bambini quanto gli adulti. Non è certo un caso se nell’immaginario comune un bel sorriso è sinonimo di armonia: la malformazione della mascella superiore o inferiore e l’errata posizione dei denti, oltre a creare conseguenze negative sulle funzioni respiratorie, sulla masticazione e sull’articolazione ed emissione dei suoni, rappresentano una grande fonte di disagio dal punto di vista estetico, con conseguenze anche a livello psicologico e di socializzazione. L’ortodonzia – e ad un livello più ampio l’ortognatodonzia – ha fatto passi da gigante negli anni, diventando sempre meno invasiva, più sicura dal punto di vista igienico e più rapida per quanto riguarda il raggiungimento dei risultati. Basti pensare che il primo dentista che ufficialmente mise in pratica dei metodi per raddrizzare i denti fu il francese Pierre Fauchard, il quale nel 1728 cominciò ad impiegare a tal fine un pezzo di metallo a forma di ferro di cavallo.
Attualmente sono due le terapie più diffuse nella correzione dei denti storti:

  • La terapia ortodontica mobile funzionale;
  • La terapia ortodontica fissa, più indicata nei pazienti adulti.

COME SI CLASSIFICANO I DENTI STORTI?

La cattiva occlusione dentale si divide in varie tipologie:

  • Si parla di affollamento dentale, quando i denti sono di dimensioni troppo grandi rispetto all’arcata e quindi crescendo si inclinano o si posizionano più indietro o più avanti rispetto alla corretta collocazione sull’arcata;
  • Nel caso opposto, si può presentare troppo spazio tra un dente e l’altro;
  • Cross bite o morso incrociato sono invece le definizioni che si riferiscono all’occlusione invertita rispetto alla norma di uno o più denti. Il morso incrociato scheletrico ha origine nella struttura ossea, può causare l’erosione dei denti, disturbi articolari e necessita di una terapia più complessa.
  • Quando i denti superiori si sovrappongono eccessivamente sui denti inferiori, siamo di fronte ad un morso profondo – overbite aumentato.
  • Se sono i denti inferiori a sporgere oltre quelli anteriori si tratta di morso inverso e bisogna intervenire il prima possibile per risolvere il problema.
  • Il morso si definisce “aperto” se non c’è contatto fra i denti anteriori dell’arcata superiore ed inferiore quando si chiude la bocca.
  • Uno dei casi di denti storti o fuori posto più ardui da risolvere è quello del canino incluso nel palato, che può causare anche il riassorbimento radicolare dei denti attigui.
  • Quando la distanza degli incisivi superiori rispetto agli incisivi inferiori è eccessiva si parla di overjet.

I SISTEMI PIÙ DIFFUSI PER CURARE I DENTI STORTI

In genere si ricorre all’apparecchio mobile per modificare la modalità di apertura e chiusura della bocca, agendo sulla corretta crescita dell’osso e sull’attività muscolare della mandibola. In altri casi si va ad agire direttamente sui denti con una forza, però, inferiore. Se lo sviluppo facciale è concluso e quindi dopo i 13 anni di età, si deve ricorrere necessariamente all’apparecchio fisso, formato da una parte attaccata ai denti (brackets) sulla quale si poggiano degli archi realizzati in leghe metalliche speciali oppure in ceramica (meno visibili), modellati sulla dentatura del paziente e collegati ad elastici, molle, viti e trazioni esterne.

I DENTI STORTI IN ETÀ ADULTA E L’APPARECCHIO INVISIBILE

Negli ultimi anni si è cercato sempre più di associare al beneficio terapeutico dell’apparecchio sui denti storti un’estetica il più possibile gradevole. Spesso, infatti, molti adulti rinunciano alla correzione dei denti storti a causa dell’imbarazzo generato dall’estetica dell’apparecchio fisso con brackets e fili metallici molto visibili. In alternativa, quindi, gli studi dentistici hanno cominciato a proporre da tempo le cosiddette “mascherine trasparenti”: un’apparecchiatura sottilissima e nascosta perché viene applicata contro la superficie interna dei denti, ottimale soprattutto in caso di lievi disallineamenti, realizzata su misura e modificata circa ogni due settimane. Questo tipo di apparecchio invisibile ha un impatto inferiore anche sull’articolazione dei suoni (la fonetica) e riduce sensibilmente i casi di lesioni sui tessuti molli.