Quante volte al giorno si devono lavare i denti?

Noi dentisti ripetiamo sempre ai pazienti che, per mantenere una corretta igiene del cavo orale, è molto importante lavare i denti con una certa frequenza. L’abitudine ottimale sarebbe quella di lavarli dopo ogni pasto, ma ciò significherebbe, ad esempio, che una persona che segue una dieta articolata in 5 pasti al giorno dovrebbe lavare i denti 5 volte. Non tutti hanno l’abitudine di portare sempre con sé lo spazzolino tradizionale o elettrico, il dentifricio ed il filo interdentale. Inoltre, non sempre si ha la possibilità ed il tempo di fermarsi in una toilette dopo il pasto per provvedere alla pulizia dei denti. La regola, però è quella di lavare i denti almeno 3 volte al giorno.

PERCHÉ BISOGNA LAVARE I DENTI 3 VOLTE AL GIORNO?

Anche se di norma denti si dovrebbero lavare dopo ogni pasto, è importante comprendere che il processo di accumulo della placca si verifica indipendentemente dall’assunzione del cibo. In linea di massima, quindi, l’abitudine migliore da assumere è quella di provvedere alla pulizia dei denti almeno tre volte al giorno. La placca che si deposita attorno ai denti nell’arco della giornata dopo circa 8 ore comincia a calcificare e trasformarsi in tartaro. Quest’ultimo non si può rimuovere con lo spazzolino e richiede un trattamento di detartrasi. Per questo motivo si stima che il lavaggio dei denti ripetuto 3 volte nel corso della giornata, a distanza di circa 6 ore l’una dall’altra, contribuisce ad evitare la formazione del tartaro.

Chi deve lavare i denti più volte al giorno

I soggetti maggiormente predisposti alla formazione di carie dentali o che soffrono frequentemente di parodontite devono fare particolare attenzione alla pulizia quotidiana del cavo orale. Queste persone, in modo particolare, non dovrebbero far passare più di 8 ore tra un lavaggio dei denti e l’altro. In questi casi noi dentisti consigliamo anche di spazzolare i denti 4 volte al giorno:

  • la mattina, dopo colazione,
  • il pomeriggio, dopo aver pranzato,
  • la sera, subito dopo aver cenato,
  • di nuovo la sera, prima di andare a dormire.

Chi ha problemi particolari di placca, tartaro, carie o parodontite, dovrebbe recarsi presso lo studio dentistico di fiducia per la detartrasi almeno due volte l’anno e fino ad una volta ogni tre mesi. Questa routine, combinata alla corretta igiene dentale quotidiana, evitache si accumuli il tartaro tra denti e gengive.

LAVARE I DENTI TROPPO SPESSO FA MALE?

Lavare più volte al giorno i denti non fa male, ma se non si spazzolano in modo corretto possono verificarsi dei problemi. Quando lo spazzolamento è troppo energico ed il movimento viene effettuato in senso orizzontale, si può consumare lo smalto dei denti senza pulirli al meglio. Anche la scelta di uno spazzolino inadatto o con setole troppo dure può irritare le gengive. Se si effettua un movimento verticale dello spazzolino partendo dalla gengiva e proseguendo verso il dente si otterrà un risultato ottimale senza provocare danni. Non si devono dimenticare le superfici masticanti dei molari e dei premolari e la parte interna delle arcate dentali, che è molto importante anche se non visibile. Un’altra possibilità per lavare frequentemente i denti senza preoccupazioni è utilizzare lo spazzolino elettrico.

Lavare i denti - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

Lavare i denti – Studio Motta Jones, Rossi & Associati

DOPO AVER MANGIATO, QUANTO SI DEVE ASPETTARE PRIMA DILAVARE I DENTI?

Molti pazienti ci chiedono se si debba calcolare un intervallo di tempo tra la fine del pasto e la pulizia dei denti. I pareri dei dentisti a riguardo non sono unanimi ma la maggior parte dei medici consiglia di spazzolare i denti appena alzati, prima di fare colazione. Il motivo è che durante la colazione molti consumano cibi o bevande contenenti sostanze acide, come il succo di arancia. Queste contribuiscono ad ammorbidire lo smalto dei denti e, se si spazzolano i denti nella mezz’ora successiva alla loro assunzione, si potrebbero indebolire. Tale principio vale in linea di massima per tutti i pasti della giornata, quindi si dovrebbero pulire i denti prima di consumare qualcosa di acido, e si dovrebbe eseguire uno sciacquo con dell’acqua dopo il pasto, per ripristinare in modo veloce il pH della bocca.

LAVARE I DENTI: ALTRI STRUMENTI OLTRE ALLO SPAZZOLINO

Stabilito quante volte è necessario spazzolare i denti per una pulizia ottimale delle arcate, non si deve dimenticare l’importanza degli altri strumenti utili per l’igiene orale. Oltre allo spazzolino o allo spazzolino elettrico, infatti, è importante usare almeno una volta al giorno:

Lavare i denti - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

Lavare i denti – Studio Motta Jones, Rossi & Associati

  • lo scovolino, che aiuta a rimuovere i depositi di placca tra gli interstizi dentali;
  • il filo interdentale, in alternativa allo scovolino, per pulire le parti vuote tra i denti;
  • l’idropulsore, che sfrutta un getto d’acqua ad alta pressione utile soprattutto a chi porta l’apparecchio ortodontico o le protesi;
  • il collutorio, per disinfettare e rinfrescare la bocca.

Le principali cause della candidosi orale

La candidosi orale viene chiamata anche mughetto orale. Consiste in un’infezione micotica causata dalla Candida Albicans. Questa tipologia di fungo appartiene alla famiglia dei Saccaromiceti ed è presente normalmente nella bocca, in una concentrazione tollerabile ed innocua. La sua funzione, infatti, è quella di facilitare la digestione degli zuccheri. In alcune particolari condizioni, però, la micosi può proliferare e dare luogo ad un’infezione. La maggior parte dei fattori che causa l’insorgere del mughetto orale sono innanzi tutto responsabili di un abbassamento delle difese immunitarie. Come conseguenza, insorge l’infezione nella bocca.

CANDIDOSI ORALE: NEONATI E BAMBINI I SOGGETTI PIÙ A RISCHIO

Ad essere maggiormente colpiti da questa malattia sono i neonati, soprattutto in caso di parto prematuro. Il sistema immunitario dei neonati prematuri, infatti, non è ancora perfettamente sviluppato e può essere meno efficiente della norma. Il fastidio causato da tale infezione nei bambini impedisce un’alimentazione regolare. Il rifiuto del latte può essere un primo sintomo del problema. In tal caso si può verificare se ci sono placche bianche nella bocca. In caso affermativo, ci si deve rivolgere ad uno specialista per curare il bambino e permettergli di riprendere a mangiare normalmente. Le verifiche ed eventuali cure andranno fatte anche sulla mamma poiché, in caso di allattamento, il fungo si trova in genere anche sul capezzolo materno.

Altre cause del mughetto orale

I neonati ed i bambini non sono gli unici soggetti a rischio di micosi della bocca. La Candida Albicans provoca infezioni, ad esempio, in concomitanza con:

Candidosi Orale - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

Candidosi Orale – Studio Motta Jones, Rossi & Associati

  • un forte raffreddore o l’influenza,
  • una gastroenterite,
  • un’infezione batterica, come congiuntivite o gengivite.

Chi soffre di una malattia virale, inoltre, ha le difese immunitarie più basse della norma ed è un soggetto a rischio di mughetto orale. L’utilizzo di alcuni farmaci come gli antibiotici per periodi di tempo prolungati è un’altra causa di riduzione delle difese immunitarie. Chi è sottoposto a determinate cure farmaceutiche, quindi, può avere maggiore facilità a contrarre questa malattia. Le cure antibiotiche spesso debellano tutti i batteri, compresi quelli che svolgono una funzione positiva come alcuni batteri presenti nella flora intestinale.

Inoltre, assumere droghe, soffrire di diabete, avere contratto il virus dell’HIV, sono altri fattori che possono contribuire alla comparsa dell’infezione da Candida Albicans.

LA CANDIDOSI ORALE È CONTAGIOSA?

Se si viene a contatto con la saliva di chi ha questa infezione in corso, si può rimanere contagiati. Il contatto con la mucosa della bocca o del naso e con la saliva può avvenire prevalentemente attraverso il bacio o durante la poppata tra la mamma ed il lattante. Anche la condivisione delle posate con cui si mangia può portare al contagio della Candida Albicans. Se si è diagnosticata la presenza di questa infezione, è molto importante evitare questo tipo di contatti e, nel caso dell’allattamento, seguire precise indicazioni fornite dal medico.

SINTOMI DELLA CANDIDOSI ORALE

Riconoscere la candidosi è abbastanza facile grazie ai sintomi tipici avvertiti dal paziente. Il nome mughetto orale deriva proprio dalla pellicola biancastra che compare, in genere, sulla lingua di chi ne soffre. Talvolta il mughetto, insieme a delle placche, può comparire anche sul palato. Altri segni comunemente associati all’infezione sono:

  • leggero fastidio e pizzicore diffuso nel cavo orale,
  • bruciore molto intenso nella bocca,
  • sapori alterati e sgradevoli,
  • arrossamento intenso, dovuto all’erosione provocata dal fungo.

CURA DELLA CANDIDOSI ORALE

La candidosi orale non deve essere trascurata, poiché rischia di diffondersi in altre parti del corpo o di cronicizzarsi. Difficilmente passa da sola ed è necessario rivolgersi ad uno specialista per individuare immediatamente la cura giusta.

Candidosi Orale - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

Candidosi Orale – Studio Motta Jones, Rossi & Associati

La terapia più comune si basa sulla prescrizione di farmaci antimicotici che solitamente riescono ad  eliminare il problema in pochi giorni. Tra i farmaci più utilizzatici sono quelli a base di nistatina e miconazolo, i primi sono più indicati per gli adulti, gli altri per i bambini.

Altri rimedi per la candidosi orale

Per facilitare e velocizzare la guarigione dalla malattia, si possono assumere alcuni integratori insieme ai farmaci antimicotici prescritti dallo specialista. Spesso è il medico stesso a suggerire i prodotti più idonei al paziente. Nella maggior parte dei casi si consiglia di integrare la terapia con  dei fermenti lattici, per almeno 15 giorni. I fermenti aiutano la flora batterica a proliferare e a tornare attiva al fine di debellare i miceti patogeni della candidosi. I fermenti lattici si possono assumere, oltre che come integratori preconfezionati, mangiando dello yogurt.

Per attenuare il fastidio alla bocca, invece, si consigliano degli sciacqui con acqua insieme alla camomilla, oppure alla malva o al bicarbonato.

COME PREVENIRE LA CANDIDOSI ORALE

I soggetti a rischio di candidosi alla bocca devono fare particolare attenzione alla prevenzione. Le raccomandazioni principali per evitare l’insorgere del problema sono:

  • curare attentamente l’igiene orale quotidiana;
  • utilizzare spazzolini da denti puliti e sostituirli periodicamente o sostituire le spazzole in caso di dispositivo elettrico,
  • effettuare regolarmente i controlli dal dentista e l’ablazione del tartaro.

Chi soffre di diabete dovrà curarsi per mantenere la glicemia nei livelli standard indicati dal medico. Questa misura di prevenzione contribuirà ad evitare le recidive di infezione alla bocca da Candida Albicans.

L’importanza della detartrasi e della corretta pulizia dei denti

La detartrasi è una prestazione odontoiatrica molto richiesta dai pazienti che si rivolgono allo Studio dentistico Motta Jones, Rossi e Associati. Questa pratica viene anche chiamata ablazione del tartaro e consiste nella pulizia professionale dei denti. Si tratta di un’attività alla base del mantenimento della salute del cavo orale, che dona anche una sensazione di benessere e freschezza all’interno della bocca.

L’ablazione del tartaro andrebbe effettuata ogni 6 mesi ma la periodicità può variare in base al paziente. Se ad esempio si seguono scrupolosamente le indicazioni del dentista sulla corretta e frequente igiene orale può risultare sufficiente una pulizia dentale professionale anche una volta all’anno. Ci sono pazienti che presentano dei requisiti fisiologici per cui non hanno bisogno di una detartrasi frequente perché:

  • hanno una dentatura che si autodeterge bene;
  • la loro saliva ha una composizione minerale ottimale.

PERCHÈ È NECESSARIA LA DETARTRASI?

La placca è una sostanza di colore biancastro, formata da batteri che si trovano nella bocca. Questi producono un acido che col tempo corrode lo smalto dei denti e le gengive e provocano la formazione del tartaro. Grazie alla pulizia dentale professionale e alla corretta igiene orale quotidiana, è possibile prevenire la formazione del tartaro. Le ragioni principali che rendono necessaria la detartrasi sono:

  • prevenire la formazione del tartaro e della carie;
  • impedire l’insorgenza di patologie che possono compromettere la salute del paziente (in particolare cardiopatie e complicazioni del diabete).

La detartrasi serve a rimuovere i depositi di placca e tartaro dai denti. Si tratta di accumuli naturali, ma una quantità eccessiva può provocare malattie dentali e gengivali. Presso lo studio odontoiatrico Motta Jones, Rossi e Associati collaborano igienisti dentali professionisti che svolgono la detartrasi.

LE TECNICHE DI DETARTRASI E PULIZIA DEI DENTI PROFESSIONALE

Quando la formazione del tartaro è già avvenuta, l’unico modo per eliminarlo è quello di sottoporsi alla detartrasi. Gli strumenti professionali impiegati per l’ablazione del tartaro presso il nostro studio dentistico associato sono:

  • gli ablatori dentistici a ultrasuoni, che combinano la vibrazione e il flusso d’acqua pressurizzata per rimuovere la placca;
  • strumenti di precisione (raschiatori o curette), che vengono utilizzati per rimuovere i depositi di placca e lucidare la superficie dei denti;
  • la pasta abrasiva, impiegata per rimuovere le macchie di fumo e di caffè, i depositi di placca ed è utile nello sbiancamento dei denti;
  • la luce laser.

I nostri igienisti dentali valutano la salute orale del paziente per stabilire la giusta tecnica di detartrasi da applicare.

detartrasi ablazione tartaro - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

detartrasi ablazione tartaro – Studio Motta Jones, Rossi & Associati

LA DETARTRASI FA MALE?

Il motivo per cui alcuni pazienti tendono a rimandare l’appuntamento annuale con l’ablazione del tartaro è che temono sia dolorosa. Nella maggior parte dei casi, quando le gengive sono sane, durante il procedimento di detartrasi si avverte solo la vibrazione provocata dall’ablatore. Questo strumento serve appunto a rimuovere la placca e il tartaro. Se non ci sono grossi accumuli di tartaro sui denti, in genere si sente soltanto un leggero fastidio. Questa è una ragione in più per non rimandare la pulizia dentale professionale. Se invece la rimozione del tartaro eseguita presso lo studio dentistico non provoca alcun tipo di sensazione, potrebbe essere il segnale del fatto che non viene eseguita correttamente. Per non dover ripetere l’operazione ed evitare di causare danni a denti e gengive, è opportuno rivolgersi a professionisti qualificati.

PREVENIRE PLACCA E TARTARO CON LA CORRETTA IGIENE DENTALE

Praticare una corretta igiene orale quotidiana è fondamentale per mantenere la salute di denti e gengive e prevenire la formazione del tartaro. Ecco come eseguirla:

  • spazzolare i denti dopo ogni pasto per circa 2 minuti, comprese le superfici più difficili da raggiungere (dietro i denti e sulla parte posteriore dei molari);
  • utilizzare uno spazzolino con setole morbide, non aggressivo sulle gengive;
  • sostituire lo spazzolino quando appare rovinato (ogni 2 mesi);
  • scegliere dentifrici non aggressivi;
  • utilizzare il filo interdentale, che è in grado di eliminare circa il 40% di placca;
detartrasi ablazione tartaro - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

detartrasi ablazione tartaro – Studio Motta Jones, Rossi & Associati

  • utilizzare un collutorio antisettico e antibatterico senza alcol. L’alcol infatti secca la bocca e promuove la proliferazione batterica;
  • spazzolare la lingua, poiché vi si annidano molti batteri;
  • evitare di mangiare cibi troppo zuccherini, che rilasciano acidi nocivi per i denti;
  • bere molta acqua;
  • evitare il fumo che è tra le maggiori cause di formazione del tartaro.

DETARTRASI E PULIZIA DEI DENTI: QUALI PATOLOGIE DEL CAVO ORALE PREVENGONO?

Se non si provvede ad una corretta pulizia dei denti e alla periodica detartrasi si può incorrere nella comparsa di patologie dei denti. Le due patologie del cavo orale più diffuse sono la carie e la malattia parodontale, che può sfociare in quella che comunemente viene chiamata piorrea. La carie è provocata dalla placca batterica, ossia dai batteri che vivono e proliferano nella bocca. La malattia parodontale è provocata principalmente dal tartaro. La prevenzione della carie e delle malattie parodontali passa attraverso una corretta igiene orale quotidiana tramite un uso frequente di spazzolino e filo interdentale.

Come scegliere il miglior dentifricio per un sorriso smagliante

Sbiancante, antitartaro, dentifricio senza fluoro o al fluoro, nero al carbone o per denti sensibili: è davvero ampia la scelta quando si vuole acquistare il miglior dentifricio. Molti optano per un prodotto piuttosto che per un altro in base al sapore, altri scelgono basandosi sulla consistenza in gel, pasta o microgranuli. Saper valutare correttamente le differenti proprietà e i benefici portati dai vari tipi di dentifrici, però, è utile a fare un acquisto mirato. Non tutti i denti, infatti, hanno le stesse esigenze. Chiedere consiglio al proprio dentista di fiducia può essere il primo passo per eseguire la pulizia quotidiana dei denti con lo strumento più appropriato. Il medico potrà indicare anche la soluzione più idonea per dentiere e protesi.

COME SCEGLIERE IL MIGLIOR DENTIFRICIO?

La pasta dentifricia va utilizzata insieme allo spazzolino, possibilmente elettrico, ogni volta che ci si lava i denti, per eliminare i residui di cibo. Le particolari esigenze dei nostri denti come la presenza di carie, placca, tartaro o macchie e di gengive sensibili, ci aiuteranno a scegliere il prodotto giusto. I dentifrici più comuni sono quelli anti tartaro e antiplacca.

  • Per contrastare le carie ed il tartaro è da preferire il dentifricio al fluoro, il quale favorisce la rimineralizzazione dello smalto e svolge un’importante azione anti batterica. Il fluoro raggiunge la superficie dei denti e lega gli ioni calcio rafforzando l’idrossiapatite. Questo permetterà ai denti di resistere agli attacchi degli acidi della placca.
  • Per chi soffre la presenza eccessiva della placca, meglio dentifrici con clorexidina ma anche cloruro di sodio, iodio, stagno, zinco e alluminio.

SCEGLIERE IL DENTIFRICIO SBIANCANTE: PRIMA LA SALUTE, POI L’ESTETICA

Molti nuovi prodotti venduti per migliorare l’aspetto dei denti vengono presentati come“miracolosi”. La prima cosa da ricordare per scegliere il miglior dentifricio per la propria igiene orale quotidiana, però, è garantire la salute dei denti. I risultati estetici devono essere considerati in secondo luogo e solo quando non comportano un danno alla dentatura. È il caso di alcuni prodotti sbiancanti che, usati con continuità da chi ha macchie sui denti, rischiano di indebolire e consumare lo smalto. In genere, si consiglia la sospensione dell’utilizzo di questi prodotti prima di un intervento ai denti.

Cosa contiene il dentifricio sbiancante?

Come Scegliere il dentifricio - Studio Dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

Come Scegliere il dentifricio – Studio Dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

Forse ve lo siete chiesti e, pur leggendo i principi attivi sulla confezione, potreste non sapere a cosa servono. I dentifrici sbiancanti contengono vari tipi di sostanze come:

  • il fosfato di calcio diidrato, che svolge una funzione abrasiva;
  • i gel silicati disidratati e i silicati, che esercitano un’azione lucidante e pulente;
  • addensanti e leganti come i derivati della cellulosa e la glicerina;
  • elementi lubrificanti e umettanti come il polietilenglicole ed il sorbitolo;
  • dolcificanti e aromi che spesso “conquistano” gli acquirenti conferendo al prodotto un gusto particolare;
  • la clorexidina, agente anti-placca e disinfettante;
  • lo xilitolo, che addolcisce e ha anche proprietà anti-placca;
  • il carbonato di calcio che svolge funzione abrasiva;
  • l’idrossiapatite, componente naturale di ossa e denti che rinforza lo smalto;
  • il fluoro (a meno che non si scelga un dentifricio senza fluoro);
  • la cocamidopropil betaina, disinfettante;
  • il sodio laurilsolfato, detergente.

Il dentifricio nero al carbone attivo

In commercio si trovano molti tipi di dentifricio sbiancante e in genere la pasta è di colore bianco o presenta striature turchesi. Tra i prodotti in vendita, inoltre, si può trovare il dentifricio nero a base di carboni attivi di origine vegetale. Questo prodotto contribuisce a smacchiare i denti in modo non aggressivo, se usato regolarmente. In farmacia o in erboristeria potrete farvi consigliare sull’acquisto del miglior dentifricio nero. È importante verificare sulla confezione che nella composizione siano effettivamente presenti i carboni attivi.

IL MIGLIOR DENTIFRICIO IN BASE AL SAPORE

Se i vostri denti non hanno problematiche particolari e vi piace cambiare nell’utilizzo del prodotto, una possibilità sarà quella di scegliere in base al sapore. Gli aromi più comuni inseriti nei dentifrici sono:

  • timolo,
  • mentolo,
  • cannella,
  • menta piperita.

Questi ingredienti conferiscono un gusto fresco alla pasta dentifricia e lasciano nel cavo orale una sensazione gradevole che perdura a lungo. Per tutelare la salute dei denti e avere gengive sane, però, non è sufficiente fidarsi della sensazione di freschezza e la cosa migliore è fare attenzione ai principi attivi presenti nel prodotto.

IL MIGLIOR DENTIFRICIO PER OGNI ESIGENZA

  • L’uso di dentifrici a base di fluoruro può aiutare nel caso in cui si soffra di gengive sensibili. Questo tipo di gel andrebbe utilizzato in piccole quantità, per brevi periodi di trattamento e solo una volta a settimana. In caso si soffra frequentemente di colletti sensibili, quindi, è meglio consultare un medico.
  • I dentifrici a base di idrossiapatite aiutano a rafforzare lo smalto dei denti e contribuiscono alla salute orale, creando una barriera naturale contro le carie, il tartaro e l’ipersensibilità.
  • Il dentifricio sbiancante è caratterizzato dalla presenza di microsfere lievemente abrasive e detergenti.Tramite il contatto e lo strofinamento con la superficie del dente, le microsfere rimuovono le pigmentazioni dei denti. Tartaro e placca sono tra le cause di macchie sui denti ma anche fumo, bevande come il caffè e alcuni alimenti.
  • Quello salino neutralizza gli acidi nocivi presenti del cavo orale e impedisce la formazione del tartaro.

Qual è il miglior dentifricio per i bambini?

Come Scegliere il dentifricio - Studio Dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

Come Scegliere il dentifricio – Studio Dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

La pulizia dei denti va praticata fin da bambini. Nei primissimi anni di vita, il bambino può imparare a lavare i denti anche solo con lo spazzolino e l’acqua. In seguito, oltre alla scelta dello spazzolino migliore per i denti dei piccoli, sarà importante anche quella della pasta idonea. Noi dentisti consigliamo fino ai sei anni di età l’utilizzo di un dentifricio senza fluoro. I bambini, infatti, devono fare pratica e abituarsi a non ingoiare il prodotto mentre lavano i denti. Se si ingerisce una quantità eccessiva di fluoro possono comparire segni di iperdosaggio noti come fluorosi. Un’altra possibilità per tutelare i piccoli è quella di scegliere un dentifricio bio.

SCEGLIERE UN DENTIFRICIO BIO

In commercio esistono anche tanti dentifrici naturali, ugualmente efficaci per proteggere i denti e mantenerli sani. Se ad esempio dovete scegliere un prodotto per i vostri bambini e non volete rischiare, optare per un dentifricio bio potrebbe essere la soluzione giusta. Anche in questo caso si può acquistare in base ai propri gusti, infatti tra i più diffusi ci sono:

Come Scegliere il dentifricio - Studio Dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

Come Scegliere il dentifricio – Studio Dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

  • il dentifricio bio agli estratti di erbe;
  • il dentifricio bio all’aloe e agli oli essenziali;
  • il dentifricio bio con acqua salina.

Se siete curiosi di scoprire se abitualmente utilizzate un dentifricio bio, leggete con attenzione la confezione, dove devono essere riportati tutti gli ingredienti del dentifricio

Pulpite dentale: cause, sintomi e rimedi

La pulpite è un’infiammazione della polpa dentaria, ossia la parte più interna del dente che ha molte terminazioni nervose, vasi sanguigni e tessuto connettivo. Questa infiammazione è una delle più comuni cause del mal di denti e compare spesso in seguito al formarsi di una carie dentaria. Tra i sintomi più frequenti c’è il dolore, che aumenta in corrispondenza con l’assunzione di cibi caldi o freddi e ricchi di zuccheri o con la masticazione. Se non si provvede immediatamente ad una cura per alleviare il dolore e far guarire l’infiammazione, il problema può degenerare in un processo necrotico del dente, cioè della morte della polpa dentale stessa. Solo in casi come questo si deve ricorrere alla devitalizzazione, oppure alla rimozione di una parte della polpa o all’estrazione dentale.

CAUSE DELLA PULPITE

La pulpite dentale si verifica frequentemente in conseguenza di una carie profonda. Il dente danneggiato dalla carie ha lo smalto e la dentina rammolliti. Le sostanze acide prodotte dai batteri demineralizzano lo smalto e la dentina. In questo modo, i batteri e le loro tossine raggiungono la polpa del dente che viene infettata e si infiamma. Le altre possibili cause della pulpite sono:

  • masticazione scorretta;
  • mancanza di igiene orale;
  • parodontite;
  • traumi dentali;
  • ripetuti interventi invasivi ai denti;
  • bruxismo;
  • malocclusioni dentali.

Anche un dente devitalizzato può essere soggetto alla pulpite se la cura canalare non è eseguita presso uno studio dentistico che garantisca la massima igiene e attenzione durante l’intervento. È meglio, inoltre, verificare che lo studio si avvalga della collaborazione di dentisti esperti in endodonzia.

PULPITE DENTALE: COME RICONOSCERLA

pulpite - Studio Dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

pulpite – Studio Dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

Quando insorge, la pulpite dentale inizialmente può essere priva di sintomi. I sintomi di questa infiammazione, anche nella sua fase acuta, possono essere confusi con altri problemi del cavo orale. Il mal di denti intenso ma non localizzato in un punto preciso, che sia continuo o intermittente è un primo segnale. Gli stimoli esterni come la masticazione, il caldo e il freddo peggiorano il dolore. Per individuare il problema che genera il mal di denti, in ogni caso, è necessario un controllo presso uno studio dentistico. In base all’esame del medico si potrà capire se si tratta di:

  • pulpite reversibile: quando l’infiammazione non è ancora grave e si può curare. Si riconosce dal fatto che il dolore non è sempre presente;
  • pulpite irreversibile: quando l’infiammazione della polpa si è aggravata e si verifica una necrosi della stessa. Si riconosce in presenza di forte dolore notturno e diurno e può essere anche purulenta.

COME SI CURA LA PULPITE

Ecco cosa fare in caso sia diagnosticata una pulpite dentale. Seguendo la terapia indicata dal dentista, molto probabilmente sarà necessario assumere dei farmaci per arrestare l’infiammazione ed evitare che peggiori e diventi acuta. A scopo antidolorifico sarà prescritto un analgesico per attenuare il fastidio. Un farmaco efficace per il trattamento del dolore non troppo intenso è il paracetamolo. A seconda dei casi, è anche indicata l’assunzione di un antibiotico per il controllo iniziale della pulpite.
Per eliminare la causa scatenante il dolore si dovrà effettuare un trattamento medico rimuovendo la carie la polpa del dente responsabile, effettuando di fatto una devitalizzazione.

Come prevenire l’insorgere della pulpite

Una corretta e costante igiene orale è sempre il primo passo nella prevenzione delle problematiche dentali di ogni genere. Lo stesso vale per la pulpite dentale. È importante ricordare alcune regole:

  • i denti vanno lavati tre volte al giorno;
  • lo spazzolino va sostituito ogni 3 mesi circa perché i batteri si accumulano fra le setole e queste, col tempo, si rovinano e graffiano la superficie del dente;
  • il dentifricio che contiene il fluoro è uno dei più utili nella prevenzione della pulpite perché rinforza lo smalto dei denti;
  • l’utilizzo frequente e prolungato di dentifrici che contengono sostanze che “sbiancano” i denti e sono abrasivi, invece, può rendere lo smalto più sottile;
  • l’uso del filo interdentale una volta al dì svolge una funzione importante perché permette di rimuovere accuratamente i residui di cibo che si incastrano tra le gengive;
  • il risciacquo con il collutorio antiplacca contribuisce a mantenere un’igiene ottimale della bocca.

Pulpite e mal di denti: quando controllarsi dal dentista?

La cura quotidiana dei denti parte dalla pulizia con lo spazzolino tradizionale o elettrico e il dentifricio più adatto alle proprie esigenze. Per eseguire correttamente tale pulizia è utile rivolgersi al proprio dentista di fiducia che, in base alle esigenze del paziente, consiglierà lo spazzolino migliore ed il dentifricio più adatto.
È bene farsi controllare periodicamente dal dentista per effettuare presso lo studio dentistico l’ablazione del tartaro completa per evitare l’insorgere di infiammazioni gengivale ed il conseguente mal di denti gengivale o carie. Soggetti particolarmente esposti a questi problemi possono fare una buona prevenzione grazie alle terapie indicate dal medico.

Pulizia dei denti. La guida definitiva

Chi non desidera avere un sorriso smagliante? È il sogno di molti e per realizzarlo la pulizia dei denti è importante tanto quanto la loro cura. La tecnologia oggigiorno ci consente di scegliere tra un’ampia gamma di strumenti innovativi per eseguire correttamente la pulizia dentale anche a casa. Seguendo con attenzione le indicazioni del dentista, l’uso quotidiano dello spazzolino elettrico può, ad esempio, aiutare a mantenere la salute dei denti. Ma tra i tanti strumenti a disposizione, come orientarsi per eseguire al meglio l’igiene orale quotidiana? Vediamo quali sono le buone abitudini da non perdere mai e le principali differenze tra i benefici della pulizia fai da te e quella periodica dal dentista.

QUANTO TEMPO DEDICARE ALLA PULIZIA DEI DENTI?

Molti di noi hanno difficoltà a ritagliarsi il tempo necessario per eseguire la pulizia dei denti quotidiana in modo adeguato. La mattina spesso si esce di casa di fretta e la maggior parte delle persone dimentica di lavare i denti dopo la colazione. Gli impegni lavorativi portano a consumare i pasti fuori casa e anche lavare i denti dopo pranzo può risultare complicato. La pigrizia dopo cena, poi, a volte induce a spazzolare i denti velocemente. Quanti si lamentano dei ritmi di vita frenetici? Le cose da fare sono sempre tante e, anche a causa di questo, non ci si ricorda di sostituire periodicamente gli strumenti per lavare i denti.

La pulizia dei denti: una sana abitudine

Come sottolineano i dentisti, l’igiene dentale deve diventare per ognuno di noi una buona abitudine. Portare con sé lo spazzolino e il dentifricio a lavoro non costa nulla! Sarà sufficiente lasciare un post-it sulla borsa da lavoro o impostare un avviso sul cellulare le prime mattine e poi diverrà un gesto automatico. Avete mai pensato che prendersi cura dei denti avrà dei vantaggi anche nella vita sociale? Se pranzate e bevete un caffè, avrete probabilmente l’alito un po’ più pesante per il resto del pomeriggio. Se dopo pranzo utilizzate un dentifricio rinfrescante, invece, chi vi starà vicino avvertirà una sensazione gradevole.
La sera, a casa, è necessario dedicare 4 o 5 minuti ad una pulizia completa. I primi tempi questa pratica richiederà un po’ di impegno ma quando vedrete i risultati, sicuramente non vi peserà più.

La pulizia dei denti a casa

Se non si pratica un’igiene dentale quotidiana corretta, il tartaro si accumulerà sotto al solco gengivale. In questo modo, quando si dovrà ricorrere alla pulizia professionale dei denti questa risulterà fastidiosa e durerà di più. Mentre la pulizia professionale dei denti richiede l’impiego di strumenti professionali particolari come gli ultrasuoni, il getto di glicina o bicarbonato di sodio o diversi altri strumenti manuali metallici, a casa servono:

  • lo spazzolino tradizionale oppure quello elettrico;
  • il dentifricio;
  • il filo interdentale;
  • il collutorio.

I denti vanno spazzolati con il dentifricio adatto alle proprie esigenze due o tre volte al giorno, dopo i pasti principali. Prima o dopo la spazzolamento, si deve procedere con il filo interdentale. L’impiego del colluttorio per gli sciacqui deve essere valutato di caso in caso dal proprio dentista in quanto si tratta di un farmaco disinfettante vero e proprio. Se invece si sceglie un collutorio naturale, si può usare una volta al giorno anche in gravidanza.

LA PULIZIA DEI DENTI PROFESSIONALE

Un altro errore frequente dovuto alla mancanza di tempo è quello di rimandare le sedute presso il dentista per sottoporsi all’ablazione del tartaro. In genere si tende a fissare una visita di controllo dal dentista solo quando si ha un problema o si avverte dolore e fastidio. I controlli periodici dal medico, invece, sono una pratica fondamentale per prevenire l’insorgere di molti problemi dei denti o di intervenire quando è troppo tardi. La pulizia professionale dei denti andrebbe fatta due volte l’anno ma l’esigenza può variare in base al paziente. La raccomandazione è di eseguirla almeno una volta l’anno. La pulizia dentale professionale serve a rimuovere completamente la placca ed il tartaro presenti sulla dentatura e tra un dente e l’altro. Poco dopo averla effettuata, generalmente, si può mangiare secondo le proprie abitudini senza problemi.

pulizia-dei-denti-professionale - Studio Dentistico Motta Jones, Rossi & Associati

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Pulizia denti professionale: quanto dura?

Per una pulizia professionale dei denti si ricorre mediamente due volte l’anno all’ablazione del tartaro presso uno studio dentistico. Questa procedura, detta anche detartasi  è molto semplice e non fa male. L’ablazione del tartaro contribuisce a rendere i denti più forti e belli. Se sono presenti alcune incrostazioni più difficili da rimuovere, si potrebbe avvertire un leggero fastidio. In genere, comunque, il principale disagio è dovuto alla presenza di gengive sensibili. Se soffrite di questo problema, sarà opportuno ricorrere per qualche giorno a dei prodotti per lenire l’infiammazione e la sensibilità delle gengive in previsione della detartasi. In alternativa, può essere associata alla pulizia qualche goccia di anestetico locale. Un altro fattore importante è anche la perizia della mano dell’operatore e la presenza o meno di zone di gengiva infiammata.
La durata di una seduta di ablazione del tartaro ben eseguita dipende ovviamente dalla quantità di tartaro e placca accumulatasi. Per i casi normali, dove vengono effettuati richiami di igiene orale professionale periodici e constanti, la durata dell’intera seduta può essere di circa 30-40 minuti. Generalmente, se si eseguono pulizie più sporadiche o nei casi in cui il paziente faccia fatica a mantenere la bocca pulita, una seduta può durare anche 60 minuti. Nei casi più impegnativi, si programmano anche 2 sedute da 45-60 minuti ciascuno.

COME ESEGUIRE LA PULIZIA DEI DENTI CON LO SPAZZOLINO

Una volta scelto lo spazzolino elettrico o manuale e l’impugnatura adatta alle vostre esigenze, ecco come procedere per pulire i denti al meglio:

  • si bagna lo spazzolino e si mette una piccola quantità di dentifricio sulle setole;
  • si poggiano le setole a 45° rispetto alla linea delle gengive;
  • si tiene la bocca bene aperta;
  • si spazzola partendo dalla base del dente (dalla gengiva) fino all’estremità e non con movimento orizzontale;
  • si ripete l’operazione sull’arcata dentale superiore ed inferiore, sia nella parte esterna che interna;
  • si poggiano le setole perpendicolari ai molari e si spazzolano;
  • i movimenti devono essere delicati. Se si ha la tendenza ad esercitare una forte pressione sulla gengiva con lo spazzolino è meglio scegliere uno spazzolino con setole morbide;
  • si sciacquano la bocca e lo spazzolino.

Come si fa la pulizia dei denti col filo interdentale?

Passare correttamente il filo interdentale aiuta ad eliminare i residui di placca e cibo dove non arriva lo spazzolino, in particolare tra un dente e l’altro. Sarebbe meglio usarlo prima di spazzolare i denti, almeno la sera. Nei bambini, non va usato prima che i denti da latte siano tutti sostituiti da quelli permanenti. Per non rischiare di irritare le gengive, il filo interdentale va passato con delicatezza, seguendo la curvatura naturale di ciascun dente. Ecco come procedere:

  • tagliare un pezzetto di filo lungo 30-40 cm;
  • avvolgere le due estremità attorno alle dita medie;
  • afferrare il filo teso tra pollici e indici;
  • infilare nello spazio tra due denti;
  • abbracciare il dente con il filo, formando una C;
  • far scivolare il filo verso il basso;
  • procedere in questo modo da entrambe le parti di ogni dente, partendo dai denti posteriori.

Un’alternativa al filo interdentale, in particolare per chi porta l’apparecchio ai denti, sono gli scovolini.

Lo spazzolino elettrico per bambini

SPAZZOLINO ELETTRICO ANCHE PER I BAMBINI

Se è vero che gli spazzolini elettrici, così come lo spazzolino idropulsore, sono ormai molto usati dagli adulti, in molti chiedono consiglio sullo spazzolino elettrico per bambini, soprattutto in merito all’età in cui si può cominciare ad utilizzarlo. La maggior parte degli esperti ne sconsiglia l’uso prima dei 5 o 6 anni di età. Da una parte c’è il problema delle dimensioni del corpo (scomodo da impugnare per un bambino) e della testina (troppo grande per i denti dei bambini) ma attualmente in commercio si trovano versioni di dimensioni ridotte proprio per i più piccoli. Dall’altra è il tipo di spazzolamento che offre il dispositivo a non risultare indicato alla dentatura di un bambino prima dei 5 anni. Dopo quell’età, sarà importante guidare il piccolo nei primi “esperimenti”, affinché comprenda che questo tipo di spazzolino non è un giocattolo.

La pulizia dei denti dei bambini prima di usare lo spazzolino elettrico

Quando compaiono i primi dentini del piccolo, non si deve effettuare alcuna pulizia con spazzolini. Si possono eventualmente pulire delicatamente in superficie con una garza. Dopo un mese circa, si può usare una volta al giorno e senza dentifricio uno spazzolino da denti tradizionale per bambini, con la testina piccola e le setole morbide. Dopo i due anni di età il bambino può provare a lavarsi i denti da solo al massimo due volte al giorno, con la supervisione del genitore. Si passerà, in seguito, all’utilizzo di un dentifricio senza fluoro, fino a cercare di abituare il piccolo ad una pulizia regolare verso i 3 anni.

LE REGOLE FONDAMENTALI NELL’USO DI UNO SPAZZOLINO ELETTRICO PER BAMBINI

Gli spazzolini elettrici per bambini prevedono dei movimenti della testina meno potenti ed intensi, le setole sono più morbide e per i bimbi che portano un apparecchio dentale ci sono testine apposite. Nonostante ciò, è importante che il genitore guidi il piccolo durante i primi esperimenti e lo monitori affinché:

  • tanga correttamente e saldamente lo spazzolino in mano;
  • non eserciti una pressione eccessiva;
  • impari a contare circa 5 secondi su ogni dente, per una durata complessiva di 2 minuti.

 

Se in famiglia si utilizza uno spazzolino elettrico per più persone, è importante sceglierne uno che abbia la testina intercambiabile e sul quale se ne possa applicare una adatta alla dentatura dei bambini. Resta il problema della dimensione del corpo: nel caso non si voglia acquistare a parte uno spazzolino elettrico per bambini, l’età in cui fare usare il proprio anche ai figli si sposterà più in là.

COME SCEGLIERE LO SPAZZOLINO ELETTRICO PER BAMBINI

La forma è il primo criterio di valutazione per orientarsi all’acquisto migliore. La testina di piccole dimensioni, oltre ad essere adatta alla dentatura dei bambini, facilita il dosaggio del dentifricio. Il manico ergonomico è un ulteriore vantaggio ed il rivestimento antiscivolo migliora la presa.

spazzolino elettrico per bambini - Studio Motta Rossi & Associati

spazzolino elettrico per bambini – Studio Motta Rossi & Associati

I modelli con il timer che aiuta a rispettare i tempi di spazzolamento su ciascuna arcata dentale sono ideali per abituare il bambino a non distrarsi. Alcune marche, inoltre, producono spazzolini elettrici per bambini con il timer musicale, che risultano più divertenti da usare per i piccoli e attirano più facilmente la loro attenzione. Generalmente una breve vibrazione ogni 30 secondi indica che è arrivato il momento di cambiare arcata dentale ed una vibrazione più lunga segnala che i due minuti complessivi di pulizia sono trascorsi. Esistono anche spazzolini dotati di timer luminosi che indicano il momento in cui cambiare arcata attraverso spie colorate.

FUNZIONAMENTO E VANTAGGI DELLO SPAZZOLINO ELETTRICO PER BAMBINI

Per un bambino imparare a spazzolare correttamente i denti con uno spazzolino tradizionale non è facile e l’utilizzo di un modello elettrico potrebbe agevolare l’operazione.

Gli spazzolini elettrici per bambini funzionano proprio come quelli per adulti. Il movimento della testina viene azionato dall’accensione di un piccolo motore che si trova nel corpo dello spazzolino. Nel movimento delle testine degli spazzolini elettrici per bambini non c’è la pulsazione, presente nei modelli per adulti. La pulsazione permette alla testina di picchiettare contro la superficie del dente, azione troppo aggressiva per i dentini delicati dei piccoli. L’unico programma previsto dai modelli per i bambini, a differenza di quelli per adulti, è quello standard per la pulizia quotidiana. L’azione delle setole degli spazzolini elettrici per bambini, comunque, è più efficace e costante di quella svolta da uno spazzolino tradizionale. Quando i denti da latte cadono e compaiono tutti i denti permanenti, si può passare allo spazzolino elettrico da adulti, in genere verso gli 8-9 anni di età.

Spazzolini elettrici per bambini moderni e tecnologici

Alcuni sofisticati spazzolini elettrici per bambini sono collegati ad un’applicazione per smartphone o tablet. Attraverso questa versione “potenziata” e super tecnologica dello spazzolino, il bambino verrà coinvolto in tanti giochi durante la pulizia dei denti. Lo scopo di queste applicazioni è di incentivare i piccoli a fare progressi nell’abitudine quotidiana alla pulizia dei denti, attraverso le avventure dei personaggi dei loro cartoni animati preferiti. Le “app” sono solo la novità più tecnologica per personalizzare lo spazzolino elettrico per bambini. Più comuni sono accessori come cappucci a forma di animali per coprire le setole e custodie da viaggio colorate e disegnate oppure adesivi da applicare sullo spazzolino elettrico a proprio piacimento.

Come scegliere il miglior spazzolino elettrico

LAVARE I DENTI CON LO SPAZZOLINO ELETTRICO

Da oltre cinquant’anni, ormai, accanto allo spazzolino tradizionale è comparso sul mercato quello elettrico. I modelli in vendita attualmente sono molto migliorati ed evoluti rispetto ai primi e lo spazzolino elettrico ha conquistato la stima dei professionisti del settore, come strumento da consigliare per l’igiene dentale casalinga. Questo dispositivo infatti, permette di rimuovere efficacemente placca e residui di cibo tra i denti, riducendo notevolmente il rischio di carie ed altre infezioni del cavo orale. Per fare la propria scelta tra spazzolino elettrico o manuale, sarà utile conoscere meglio questo strumento.

Come è fatto lo spazzolino elettrico?

Sebbene esistano moltissime tipologie di spazzolini elettrici, la maggior parte di essi è costituita, fondamentalmente, da due parti:

  • testina, dotata di setole rotanti che vibrano o oscillano ad una certa frequenza, di conformazione rotonda o rettangolare. Le testine rotanti circolari, in particolare, garantiscono movimenti ottimali per rimuovere la placca, prevenendo il sanguinamento gengivale.
  • Il corpo o impugnatura che contiene un motore il quale, collegato alle batterie di alimentazione, attiva il movimento alla testina. Il motore della maggior parte degli spazzolini elettrici ha un meccanismo a bassa tensione. Nel corpo si possono trovare anche un sensore di pressione ed un timer.

TIPI DI SPAZZOLINI ELETTRICI

Ecco i principali fattori che determinano le differenze tra i prodotti in vendita:

  • forma degli spazzolini,
  • prezzo degli spazzolini,
  • dimensioni della testina degli spazzolini,
  • tipo di setole degli spazzolini,
  • meccanismo di funzionamento degli spazzolini,
  • velocità degli spazzolini,
  • design degli spazzolini.

Da queste prime caratteristiche potremo valutare il miglior spazzolino elettrico per le nostre esigenze.

Cos’è lo spazzolino elettrico idropulsore?

L’idropulsore è un dispositivo caratterizzato dal fatto che produce un potente getto d’acqua pressurizzata. In questo modo è in grado di rimuovere con maggiore efficacia i depositi di placca e cibo incastrati tra le gengive e i denti. Lo spazzolino idropulsore è utile nella pulizia dei denti casalinga ma anche e soprattutto per igienizzare le protesi dentali, gli apparecchi dentali fissi e le capsule dentali. In realtà, però, l’idropulsore non può sostituire del tutto l’uso dello spazzolino.

VANTAGGI E SVANTAGGI DELLO SPAZZOLINO ELETTRICO

Le oscillazioni ed i movimenti che si possono produrre manualmente con uno spazzolino semplice sono molto meno rapidi di quelli della testina di uno strumento elettrico, come confermato dagli studi pubblicati sull’International Journal of Dental Hygiene, Sono in molti, inoltre, a lamentarsi della difficoltà ad utilizzare lo spazzolino manuale correttamente e in maniera ottimale. In modo particolare, in tal senso, lo spazzolino elettrico per bambini e portatori di handicap può risultare un grosso vantaggio. D’altro canto, però, se non si seguono attentamente le istruzioni su come usare lo spazzolino elettrico, la pulizia non risulterà completa. Nel peggiore dei casi, a lungo andare si potrà incorrere in un logoramento dello smalto, recessioni gengivali e lesioni alle gengive.

Come usare lo spazzolino elettrico?

Per non incorrere in problemi ed ottenere una pulizia ottimale, ecco alcune regole su come usare lo spazzolino elettrico.

  • Bagnate le setole e applicate il dentifricio sulla testina;
  • avvicinate la testina ai denti, all’altezza dell’attaccatura tra dente e gengiva e azionate lo spazzolino;
  • iniziate a spazzolare esercitando una leggera pressione;
  • tenete le setole a 45° sul piano dei denti ed evitate di inclinare la testina;
  • iniziate con i denti frontali superiori e inferiori;
  • proseguite con premolari, molari e denti del giudizio, prima da un lato e poi dall’altro;
  • spazzolate sempre anche il retro dei denti;
  • soffermatevi sempre nello spazio tra un dente e l’altro;
  • spazzolate la lingua;
  • considerate che l’intero lavaggio dovrebbe durare dai 2 ai 3 minuti ovvero circa 2 o 3 secondi per dente.

Spazzolino elettrico o manuale?

Premesse alcune principali differenze per scegliere se acquistare uno spazzolino elettrico o manuale, gli esperti sono spesso divisi tra due correnti di pensiero. Sono in molti a sostenere che l’utilizzo corretto dello strumento elettrico porti soprattutto benefici e per questo motivo lo consigliano. Ma altri ritengono ancora che una pulizia manuale eseguita in maniera impeccabile (con lo spazzolino giusto, eseguendo i movimenti corretti e per tre volte al giorno dopo i pasti) dia i risultati migliori.

QUAL È IL MIGLIOR SPAZZOLINO ELETTRICO ATTUALMENTE IN COMMERCIO?

Philips, Braun, Oral B: sono molte le marche di riferimento per i dispositivi elettrici di igiene dentale e oggi la scelta è tra moltissimi modelli ai prezzi più disparati. Spazzolini sonici (che usano la vibrazione per pulire il dente, spingendo il dentifricio in tutti gli interstizi), spazzolini ultrasonici (che utilizzano un ultrasuono per eliminare placca e batteri), spazzolino idropulsore. Non è facile stabilire in assoluto quale sia il miglior spazzolino elettrico attualmente in commercio. Per scegliere è utile considerare innanzitutto se:

  • lo spazzolino deve essere utilizzato da più persone. In quel caso è consigliabile un modello con batteria potente e se in famiglia c’è un bambino, che disponga anche di regolatore di intensità;
  • si hanno le gengive molto delicate. Allora si potrà scegliere tra gli spazzolini elettrici dotati di spia che segnala un’eccessiva pressione;
  • si è molto distratti! In quel caso un timer potrà aiutare a non eccedere con i tempi di pulizia;
  • ci si lava spesso i denti fuori casa. Questo comporterà una scelta tra spazzolini ad alimentazione a pile o tramite rete elettrica o con batteria al litio.

Spazzolini elettrici: prezzi

Premesse tante differenze tra i vari spazzolini elettrici in vendita, sarà facile immaginare che i prezzi variano moltissimo da modello a modello in base alla marca, alle dimensioni più o meno pratiche e al peso, agli accessori, alla qualità e velocità di movimento delle testine, alla potenza del motore, alle funzioni tecnologiche aggiuntive, più o meno intuitive. Si parte da modelli basici ed essenziali, in vendita anche a 15-20 € fino ai più sofisticati a 100-150 €. Per stabilire qual è il miglior spazzolino elettrico per le vostre esigenze, sarà utile anche valutare la spesa che si vuole affrontare. Per trovare la qualità tra gli spazzolini elettrici, i prezzi alti potrebbero non essere una garanzia: uno spazzolino costoso potrebbe essere, ad esempio, super accessoriato, ma valutate bene che la maggior parte degli accessori siano davvero utili alle vostre necessità. Se siete al primo esperimento e vi volete orientare tra gli spazzolini elettrici di prezzi medio/bassi, provate prima di tutto con le marche più note di prodotti per l’igiene dentale.

COME PULIRE LO SPAZZOLINO ELETTRICO

Affinché la pulizia con gli spazzolini elettrici risulti sempre efficace, la testina andrà sostituita periodicamente (che si tratti di spazzolino elettrico o manuale, generalmente la sostituzione deve avvenire ogni due o tre mesi circa). Per sfruttare al meglio ogni testina, però, si può ricordare semplicemente qualche accorgimento per mantenerla igienica. Dopo aver lavato i denti, si consiglia di smontare la testina, lavare il corpo dello spazzolino in acqua corrente ed immergere la testina in un bicchiere con del collutorio per 30 minuti. La ricerca scientifica ha fatto emergere, infatti, che nella testina si annidano molti tipi di batteri che possono essere rimossi facilmente in questo modo. La sostituzione sarà poi necessaria a causa del deterioramento delle setole. Non è necessario riporre lo spazzolino in un astuccio o coprire la testina quando si è in casa: il posizionamento all’interno di uno spazio chiuso e poco areato potrebbe creare un ambiente umido che favorisce lo sviluppo di batteri.

Gengive infiammate: quali sono le cause e come curarle

“Mi fanno male le gengive”. “Spesso sanguinano quando mi lavo i denti, sono gonfie e sensibili quando mangio cibi freddi”.
Sono tanti i pazienti che arrivano allo studio dentistico Motta Jones, Rossi e Associati con il disturbo delle gengive infiammate. E la domanda sempre più frequente è: “Perché mi fanno male le gengive?”.

QUALI SONO LE CAUSE DELLE GENGIVE INFIAMMATE?

Le gengive infiammate sono un primo campanello di allarme della gengivite: un processo infiammatorio caratterizzato da una fase iniziale di disturbo lieve e da una successiva fase patologica. Se il problema dell’infiammazione gengivale viene trascurato, il disturbo può evolversi in qualcosa di più grave: l’infiammazione si trasforma in parodontite. Quindi attenzione! Poiché una semplice gengivite, se non curata in modo adeguato, può seriamente compromettere la salute del cavo orale.

La causa principale delle gengive infiammate, gonfie e doloranti è la placca batterica. Sì, ancora lei! Per questo motivo insistiamo sempre sulla prevenzione: prendersi cura dei propri denti, mantenendoli sani e puliti, è fondamentale. Una corretta e quotidiana igiene orale previene molti disturbi e fastidi, comprese le infiammazioni gengivali. Oltre alla consueta placca batterica, sono numerosi i fattori che causano le gengive irritate e gonfie:

  • Uno spazzolamento dei denti troppo energico, quindi cercate di essere accurati nella pulizia, ma anche delicati;
  • Disturbi parodontali preesistenti;L’infiammazione e l’irritazione causate da cibi troppo acidi;
  • Il fumo;
  • Lo stress;
  • Protesi dentali e dentiere mal posizionate.

Se credete che la causa delle vostre gengive infiammate possa essere uno o più dei fattori elencati sopra, vi consigliamo di modificare le vostre abitudini di igiene orale e di rivolgervi ai nostri medici dentisti specializzati in odontoiatria e parodontologia.

GENGIVE INFIAMMATE: QUALI SONO I SINTOMI PIU’ COMUNI?

Le gengive non sane (gonfie, doloranti, infiammate e irritate) sono facilmente riconoscibili:

  • Dal colore e dalla consistenza. Una gengiva sana ha un colorito rosa e una consistenza dura ed elastica. Mentre le gengive malate presentano un colore più scuro e una forma irregolare attorno ai denti;
  • Chi soffre di gengivite ha spesso problemi di alitosi;
  • La formazione di spazio tra i denti indubbiamente indica un problema gengivale, poiché le gengive infiammate e irritate tendono a ritirarsi. Questo fenomeno comporta l’esposizione delle radici ai batteri e a lungo andare può provocare la mobilità dei denti.

COME COMPORTARSI CON LE GENGIVE INFIAMMATE?

La salute dei denti e delle gengive si ripercuote sul benessere generale. Sicuramente non c’è bisogno che ve lo dica il dentista!
Sappiamo bene che le gengive infiammate e gonfie sono un disturbo fastidioso e possono evolversi in un vero e proprio dolore. La prima cosa che sentiamo di consigliarvi è sicuramente quella di rivolgervi ad uno studio odontoiatrico professionale e attento, in grado di formulare una prima diagnosi e pianificare un trattamento terapeutico adeguato. Nel frattempo, vi elenchiamo di seguito alcune accortezze che possono alleviare il dolore delle gengive gonfie e irritate:

  • Lavate delicatamente i denti dopo i pasti, utilizzando uno spazzolino a setole morbide;
  • Utilizzate il filo interdentale in modo delicato. È giusto pulire le tasche gengivali, ma dovreste evitare di irritare ulteriormente le vostre gengive;
  • Se le gengive sanguinano, vi consigliamo di fare dei risciacqui con acqua tiepida e sale, che possono ridurre temporaneamente l’infiammazione e il gonfiore;
  • Seguite una dieta alimentare ricca di calcio e vitamine, fattori essenziali per combattere batteri e infiammazioni.

COME NON COMPORTARSI CON LE GENGIVE INFIAMMATE?

Abbiamo capito cosa fare in caso di infiammazione gengivale. Ma quali sono invece le abitudini da dimenticare per non compromettere ulteriormente il vostro disturbo?

  • Non utilizzate dentifrici abrasivi, ma scegliete prodotti delicati;
  • Non temporeggiate, poiché se le gengive sono infiammate e irritate, è assolutamente importante rivolgersi al più presto al nostro studio dentistico associato;
  • Evitate di mangiarvi le unghie, perché potreste peggiorare la condizione delle vostre gengive e rovinare lo smalto dei denti.

GENGIVE INFIAMMATE: COSA MANGIARE?

Se soffrite di infiammazione gengivale è opportuno mangiare alimenti ricchi di vitamine:

  • Frutta e verdura cruda a volontà, che contengono vitamina C e vitamina E;
  • Mangiate alimenti ricchi di calcio e fermenti lattici attivi, come lo yogurt, che aiutano a rinforzare le difese immunitarie;
  • Evitate cibi duri e croccanti;
  • Da escludere gli alimenti poco digeribili e con alte percentuali di grassi;
  • Consumate bevande con pochi zuccheri.

I TRATTAMENTI TERAPEUTICI PER LE GENGIVE INFIAMMATE

In realtà non esiste uno specifico trattamento terapeutico per curare le gengive infiammate. Quello che lo studio dentistico Motta Jones, Rossi e Associati consiglia è di intervenire sui singoli fattori che possono provocare l’insorgere dei batteri:

  • L’igiene orale effettuata periodicamente da igienisti dentali professionisti (in media 1 o 2 volte l’anno). Un trattamento consigliato nei casi di gengivite provocata da depositi di placca batterica e da tartaro;
  • La levigatura radicolare, che consiste nell’ablazione del tartaro nella parte inferiore delle gengive.