Scanner intraorale

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Ecco a cosa serve lo scanner intraorale

Lo studio dentistico Motta Jones – Rossi & Associati impiega tecnologie all’avanguardia per una diagnosi accurata e precisa dei disturbi dentali e parodontali, come lo scanner intraorale di ultima generazione.

Lo scanner intraorale permette di rilevare l’impronta ottica dentale in modo più semplice,  immediato e preciso rispetto al passato. La tecnologia di scansione 3D è costituita da una mini telecamera che riprende la superficie della zona da analizzare. Le immagini ottenute, grazie all’uso del computer e di un apposito software, vengono elaborate di modo da ottenere un’immagine in 3 dimensioni. Si tratta di uno strumento maneggevole ed è costituito da manipolo di piccole dimensioni che viene introdotto nella bocca come se fosse un normale strumento odontoiatrico. Il manipolo è di facile manutenzione e di utilizzo intuitivo. In questo modo, il dentista è in grado di concentrarsi maggiormente sul paziente e sulle manovre che sta effettuando. Infatti, i materiali da impronta tradizionali, a causa delle loro caratteristiche ed intervalli limitati di utilizzo, lasciano pochi margini di manovra e le manovre decisive di rilevazione dell’impronta devono essere eseguite rapidamente. Inoltre, nelle impronte tradizionali, in caso di errore o di mancata rilevazione di importanti particolari è necessario riprendere tutta l’impronta. Tutto ciò, senza tenere conto del notevole grado di scomdodità per il paziente nelle manovre di rilevazione dell’impronta tradizionale.

Esistono diversi scanner intraorali in commercio, ma le aziende leader in questo settore si contano sulle dita di una mano. Lo studio dentistico Motta Jones- Rossi ha deciso di investire su una delle marche più performanti.

Scanner intraorale: quali sono i vantaggi per il paziente?

I vantaggi rispetto alla metodologia tradizionale di rilevazione dell’impronta dentale sono  diversi, sia per il paziente che per il dentista:

  • Come già accennato, rispetto alla rilevazione dell’impronta dentale tradizionale, l’impronta ottica eseguita con lo scanner intraorale risulta molto meno sgradevole per il paziente. Infatti, non è necessario usare delle paste viscose e cucchiai ingombranti per veicolare tali paste in bocca di modo da attenuare o eliminare del tutto la sensazione di urto di vomito che questa operazione può causare;
  • Il medico si muove più agevolmente attorno al paziente, sia il medico che il paziente hanno meno stress e se necessario è possibile correggere la lettura andando a rilevare solo la zona che interessa, senza dover ripetere tutta l’operazione da capo;
  • Non c’è la necessità di dover attendere il tempo di indurimento del materiale con tutto il cucchiaio porta-materiale inserito in bocca.
  • I modelli 3D ottenuti sono dei files digitali e come tali vengono inviati al laboratorio odontotecnico per le successive lavorazioni tramite internet;
  • Le scansioni ottenute presentano un grado di precisione a dir poco imbarazzante.

Scanner intraorale di ultima generazione

I vantaggi nell’utilizzo dello scanner intraorale naturalmente sono più evidenti quando ci si avvale di strumentazione nuova e di ultima generazione, come fanno i professionisti del nostro studio.

Gli scanner più all’avanguardia, infatti, permettono di rilevare l’impronta ottica dentale senza bisogno di ricorrere all’opacizzazione delle superfici orali ovvero all’impiego di spray e polveri, che richiede un maggior intervento da parte del dentista e un maggior disagio per il paziente.

Lo strumento utilizzato, inoltre, deve avere una buona velocità di scansione e non si deve arrestare durante l’esame. Se poi si deve eseguire in particolare la rilevazione dell’impronta dei secondi e terzi molari, risultano fondamentali le dimensioni della punta dello scanner utilizzato, che devono essere preferibilmente piccole.

scanner intraorale - Studio Motta Rossi & Associati

scanner intraorale – Studio Motta Rossi & Associati

Come si esegue l'esame con lo scanner intraorale?

Molti studi dentistici sono ancora titubanti riguardo all’introduzione dello scanner intraorale nello svolgimento quotidiano della loro attività, perché temono che il suo utilizzo necessiti di una complessa formazione specifica e pensano di non essere ancora pronti.

In realtà, come per tutte le cose, è necessario dedicare un primo periodo all’apprendimento di come utilizzare al meglio la nuova strumentazione con dei corsi formativi. In particolare, sono avvantaggiati gli operatori che già hanno dimestichezza con il mondo digitale.

Del resto, gli operatori dello studio dentistico Motta Jones – Rossi, sono abituati a mantenere rigidi standard di aggiornamento e quest’ultima novità è stata accolta con grande entusiasmo.

L’esame attraverso uno scanner intraorale è molto semplice e rapido – la scansione dell’intera bocca richiede circa 5 minuti – e consiste in questi passaggi:

  • Si introduce la punta dello scanner all’interno del cavo orale;
  • Si muove lo strumento sopra ed intorno ai denti;
  • In caso ci si debba interrompere, si può riprendere da dove si era rimasti;
  • Si rileva la masticazione, facendo chiudere i denti al paziente con lo scanner ancora all’interno della bocca;
  • Se c’è la necessità di progettare apparecchi dentali per la correzione dei denti storti o protesi di vario genere, si può coinvolgere il paziente osservando l’apposito schermo dove proiettare le immagini ottenute.

Scanner intraorale: il futuro della diagnosi in odontoiatria

Lo studio dentistico Motta Jones – Rossi & Associati è sempre attento a mettere a disposizione dei propri pazienti tecnologie innovative, in grado di garantire un maggior confort, valutando le prospettive future di utilizzo di ogni nuovo strumento. Lo scanner intraorale, oggi, può essere impiegato con ottimi risultati nella progettazione e realizzazione delle protesi e per la chirurgia implantare.

Inoltre, lo studio dentistico Motta Jones – Rossi impiega con notevoli risultati la tecnologia ottica nello studio della bocca anche nel campo dell’ortodonzia. E’ possibile studiare e simulare il trattamento ed il risultato finale di una cura ortodontica. Si possono combinare anche le informazioni ottenute con uno scanner facciale, con quelle fornite dallo scanner intraorale ed anche i dati di una TAC, ottenendo così un “modello virtuale” utile in moltissime terapie dentali.