Dispositivi di radioprotezione in odontoiatria. le recenti posizioni sui raggi x

Negli ultimi anni l’utilizzo dei raggi X presso gli studi dentistici ha subìto cambiamenti radicali grazie ai notevoli progressi tecnologici delle apparecchiature radiologiche. Storicamente, i dispositivi di radioprotezione in odontoiatria come il grembiule o il collare piombato erano considerati strumenti indispensabili per proteggere organi altamente sensibili come la tiroide, gli organi riproduttivi e il cristallino dalle radiazioni ionizzanti. La protezione anti-raggi X era assolutamente necessaria a causa dell’elevata dose di radiazioni richiesta dalle apparecchiature più vecchie. I moderni apparecchi consentono oggi di effettuare esami diagnostici con dosi radianti significativamente inferiori, mettendo in discussione la reale necessità delle schermature tradizionali.

INDICE

  1. Protezione anti-raggi X, le nuove evidenze
  2. Protezione degli organi riproduttivi e del feto
  3. Il collare piombato per la tiroide: quando utilizzarlo?
  4. Ottimizzazione della dose di radiazioni per immagini diagnostiche efficaci
  5. Radioprotezione in odontoiatria, conclusioni e raccomandazioni

1. Protezione anti-raggi X, le nuove evidenze ⇧

La comunità scientifica internazionale ha recentemente rivisto l’utilizzo dei dispositivi di radioprotezione in odontoiatria. I recenti studi hanno dimostrato che grazie all’introduzione di raggi X a bassa energia e sistemi altamente precisi per l’orientamento del fascio radiogeno, si riducono drasticamente le dosi di radiazioni e le immagini diagnostiche ottenute restano di alta qualità. I dispositivi di radioprotezione come il collare piombato possono persino risultare problematici se non posizionati correttamente o se mossi involontariamente. In tal modo spesso si accresce il rischio di interferenze nelle immagini e si rendono necessari ulteriori esami radiografici che, inevitabilmente, aumentano l’esposizione ai raggi X.

Criticità associate ai tradizionali dispositivi di radioprotezione

I tradizionali dispositivi di schermatura talvolta possono interferire con i sistemi di controllo automatico della radiazione, comportando un aumento della dose invece di una riduzione. Tra le criticità riscontrate più frequentemente menzioniamo:

  • riduzione della qualità dell’immagine diagnostica a causa di artefatti o schermature improprie;
  • necessità di ripetizione degli esami per scarsa qualità delle immagini iniziali;
  • errato posizionamento che impedisce l’adeguata visualizzazione della regione anatomica di interesse.

Tali problematiche suggeriscono che oggi il loro utilizzo sistematico non sia più raccomandato con le moderne apparecchiature.

2. Protezione degli organi riproduttivi e del feto ⇧

L’uso dei dispositivi che tutelano gli organi riproduttivi e il feto è stato a lungo considerato indispensabile. Tuttavia, recenti studi internazionali e nazionali, inclusi quelli promossi da prestigiosi enti come l’Associazione Italiana di Fisica Medica (AIFM) e la Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM), hanno chiarito che l’impiego delle schermature per queste aree non offre benefici significativi. L’efficacia delle protezioni è infatti trascurabile, poiché gli organi riproduttivi sono generalmente lontani dal campo diretto di esposizione nelle radiografie di altre parti del corpo come il cavo orale. Inoltre, gli effetti genetici delle radiazioni ionizzanti, anche a dosi superiori, non sono mai stati osservati negli esseri umani.

3. Il collare piombato per la tiroide: quando utilizzarlo? ⇧

La tiroide rappresenta un’eccezione rilevante a quanto sopra descritto, essendo uno degli organi più radiosensibili, specialmente in pazienti pediatrici e giovani adulti. Nonostante le nuove linee guida europee del 2024 abbiano ridotto la raccomandazione generale del suo uso, il collare piombato può continuare ad avere un ruolo importante in casi specifici:

  1. nei pazienti pediatrici e giovani sottoposti a radiografie cefalometriche o panoramiche;
  2. quando non è necessaria una visione completa della zona cervicale;
  3. in circostanze in cui il collare non interferisca con l’immagine diagnostica o con i sistemi automatici di controllo delle radiazioni.

4. Ottimizzazione della dose di radiazioni per immagini diagnostiche efficaci ⇧

Grazie alle apparecchiature odontoiatriche di ultima generazione, è possibile garantire la massima protezione del paziente senza compromettere la qualità diagnostica. L’ottimizzazione delle esposizioni ai raggi X si realizza mediante:

  • utilizzo di tecnologie digitali avanzate, capaci di ridurre al minimo la dose necessaria;
  • fasci radiogeni altamente focalizzati che limitano l’irradiazione alle sole aree necessarie;
  • sensibilità migliorata dei rilevatori digitali, capaci di acquisire immagini ad alta risoluzione con bassi livelli di esposizione.

5. Radioprotezione in odontoiatria, conclusioni e raccomandazioni ⇧

Le recenti posizioni scientifiche sulla radioprotezione dal dentista confermano che i tradizionali dispositivi di schermatura non sono generalmente più necessari con le moderne tecnologie radiologiche. Tuttavia, specifiche eccezioni, come la protezione della tiroide nei pazienti più giovani, richiedono una valutazione caso per caso. È quindi fondamentale che i pazienti scelgano strutture odontoiatriche che utilizzano tecnologie all’avanguardia, come lo Studio Motta Jones Rossi & Associati, capaci di garantire la massima sicurezza e qualità diagnostica.