anestesia dal dentista - Studio Motta Jones, Rossi & Associati

Tipi di anestesia dal dentista: quali sono e quando servono

L’anestesia dal dentista è richiesta in molti casi dai pazienti, per evitare di sentire dolore durante interventi di vario genere. La paura del dolore, infatti, è uno dei motivi per cui molte persone rimandano la cura dei denti e si parla in molti casi di odontofobia.

Grazie alle varie tipologie di anestesia utilizzate dagli Studi dentistici, oggi sono pochissime le persone che ancora vivono la seduta dal dentista come un’esperienza dolorosa. A seconda della tipologia di trattamento da effettuare e della sensibilità del paziente, si ricorre a diversi tipi di anestesia, a livello locale o totale.

L’ANESTESIA DAL DENTISTA A LIVELLO LOCALE

Durante i trattamenti e gli interventi ai denti si ricorre all’impiego di farmaci per bloccare il dolore, soprattutto a livello locale. Con l’anestesia locale si addormenta solo zona su cui bisogna intervenire e il paziente rimane sveglio. Il farmaco viene iniettato vicino ai nervi che portano la sensibilità alla zona da trattare, così il dolore non viene veicolato al cervello. Per scegliere il farmaco anestetico locale, il dentista si basa su quattro fattori:

  • complessità e durata dell’intervento,
  • necessità di emostasi,
  • bisogno di controllare il dolore anche dopo l’intervento,
  • allergie o altre controindicazioni all’uso di alcuni farmaci per il paziente.

Esistono varie tipologie di anestesia locale utilizzate in odontoiatria. Si distinguono le tecniche di superficie o per contatto dalle tecniche per infiltrazione. Le sostanze anestetiche nel primo caso vengono applicate direttamente sulla parte da trattare. Nella seconda ipotesi si inietta il farmaco anestetico sulla zona dell’intervento.

Tipologie di anestesia locale dal dentista

Le principali tecniche di anestesia locale utilizzate dal dentista sono:

  • anestesia topica. Si applica un anestetico in gel o spray sulla mucosa che ha un effetto molto breve. Si usa ad esempio durante l’ablazione del tartaro con pazienti molto sensibili al fastidio;
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  • per frigerazione. Si raffredda la zona da trattare con un getto di cloruro di etile. È utile ed efficace in interventi di breve durata concentrati in particolare sui tessuti molli;
  • anestesia locale plessica. Si inietta il farmaco vicino all’apice del dente, sotto la mucosa orale;
  • anestesia locale tronculare. Si inietta l’anestetico direttamente nel tronco nervoso mandibolare per interrompere la trasmissione del dolore a tutto il lato della mandibola interessato dall’intervento;
  • anestesia intraligamentosa. Si inietta il farmaco nel legamento parodontale usando un ago molto corto per addormentare solo il dente selezionato;
  • anestesia intraossea. L’iniezione viene fatta nell’osso spugnoso o midollare che si trova attorno al dente da trattare.
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ANESTESIA TOTALE DAL DENTISTA: QUANDO SERVE

Quando si devono effettuare interventi chirurgici complessi ai denti, come nel caso della chirurgia maxillo-facciale, si predilige l’anestesia totale. Il farmaco viene iniettato per via endovenosa o respiratoria ed il paziente perde coscienza. Il dosaggio si stabilisce in base al peso, all’età e al quadro clinico del paziente. Per ricorrere all’anestesia totale in odontoiatria sono necessarie apparecchiature per monitorare le funzioni vitali e la presenza di un anestesista.

Durante gli interventi di implantologia che richiedono l’estrazione di molti denti residui e l’innesto degli impianti dentali ai quali fissare la protesi provvisoria, spesso si fa l’anestesia totale. Questo tipo di intervento, infatti, ha una lunga durata è può essere molto stressante e doloroso per il paziente.

Vantaggi dell’anestesia dal dentista a livello totale

A causa della diffusa paura di provare dolore dal dentista, un numero sempre crescente di persone cerca informazioni su Studi dentistici che effettuano l’anestesia totale. Effettuare i trattamenti ai denti in anestesia totale ha molti vantaggi oltre a quello di non far sentire al paziente dolore e fastidio. Alcuni dei motivi principali per cui molti dentisti la propongono sono:

  • permette di effettuare interventi complessi e di lunga durata in un’unica seduta;
  • consente al dentista di lavorare con maggior precisione, attenzione e calma;
  • permette movimenti più liberi senza rischiare di infastidire il paziente;
  • i tempi di recupero per il paziente sono molto rapidi.

In presenza di pazienti odontofobici, disabili, affetti da malattie gravi o rare, questo tipo di anestesia è molto vantaggiosa.

RISCHI DELL’ANESTESIA DAL DENTISTA

L’anestesia locale o totale può comportare degli effetti collaterali e dei rischi. Questi possono sopraggiungere soprattutto se l’anestesia non viene effettuata da un professionista serio e scrupoloso, che abbia fatto le dovute verifiche preliminari. Nel momento in cui l’ago viene inserito nei tessuti del cavo orale, si può avvertire un pizzicore mentre si sente una pressione quando viene iniettato l’anestetico.

Una delle controindicazioni più comuni dell’anestesia locale che possono verificarsi in ambito odontoiatrico è che scateni una reazione allergica. In questo caso il paziente può accusare senso di nausea, eruzioni cutanee pruriginose, dolori all’addome e difficoltà a respirare.

L’anestesia totale invece può provocare, come sempre quando vi si ricorre in qualunque ambito della medicina, senso di nausea e vomito, brividi e mal di gola.