Sbiancamento ed estetica dentale

Lo sbiancamento dentale: una breve panoramica

In ambito odontoiatrico è sempre maggiore la richiesta di soddisfare l’aspetto estetico oltre che la funzionalità di ogni paziente.

Anche all’igienista dentale vengono richiesti trattamenti estetici in quanto una bocca sana con un buon supporto parodontale ha un suo grande effetto nei rapporti sociali. Questo costituisce un motivo fondamentale per cui, oltre ai consueti prodotti di mantenimento quali dentifrici e collutori al fluoro e antiplacca, il professionista propone prodotti per lo sbiancamento dello smalto.

Si conoscono due tipologie di discromie dentali: estrinseche ed intrinseche.

Le prime le troviamo sulla superficie esterna dei denti e possono essere causate da particolari alimenti come caffè, liquirizia, tè o particolari sostanze come la nicotina o alcune tipologie di farmaci. Queste pigmentazioni possono essere facilmente rimosse con una igiene professionale e tramite l’utilizzo di bicarbonato e glicina presso lo studio odontoiatrico di fiducia.

Le pigmentazioni intrinseche invece, sono localizzate al di sotto dello smalto. Per eliminarle è necessario eseguire uno sbiancamento professionale.

Quest’ultimo si avvale di prodotti ad alte concentrazioni di principio attivo (perossido di idrogeno o perossido di carbammide) e sotto stretto controllo del professionista. In poche sedute, il paziente avrà ottenuto un risultato ottimale con denti più bianchi e un sorriso più luminoso.

Oltre lo sbiancamento professionale esiste anche lo sbiancamento con mascherine personalizzate che il paziente dovrà utilizzare per circa 4/6 ore o durante tutta la notte, all’interno delle quali troverà dei serbatoi che dovrà riempire con il gel sbiancante.

Ovviamente quest’ultima tecnica prevedrà l’utilizzo di perossido con percentuali minori dal momento che il paziente dovrà indossare le mascherine per più di una settimana.

Il mantenimento può essere coadiuvato da dentifrici e collutori enzimatici o a base di perossidi per sfavorire la formazione di pigmenti estrinseci sui denti.

Dopo che il paziente esegue uno sbiancamento è fondamentale adottare una dieta in bianco ed evitare di fumare per ameno 48h per favorire un risultato ottimale.

Sedazione odontoiatrica: Dal dentista senza ansia

Andare dal dentista senza più ansia è possibile? Si con la sedazione odontoiatrica

Tante persone hanno così tanta paura di andare dal dentista che preferiscono non subire alcun trattamento. Per questi pazienti la sedazione odontoiatrica può essere la soluzione alla loro ansia.

La sedazione può essere utilizzata dalle procedure più invasive alla semplice pulizia dei denti. Quale tipologia si utilizza dipende dalla gravità della paura.

Che cosa è sedazione odontoiatrica?

La sedazione utilizza farmaci per aiutare i pazienti a rilassarsi durante le terapie. I pazienti sono solitamente svegli ad eccezione di quelli che sono sotto anestesia generale.

I livelli di sedazione utilizzati includono:

  • La sedazione minima – si è svegli ma rilassati;
  • La sedazione moderata (precedentemente chiamata “sedazione cosciente”) – si può farfugliare qualche parola quando si parla e non si ha molta memoria della procedura;
  • La sedazione profonda – si è al limite della perdita di coscienza, ma si può ancora essere risvegliati;
  • Anestesia generale – si è completamente privi di sensi.

Quali tipi di sedazione sono utilizzati in odontoiatria?

Sono utilizzati i seguenti tipi di sedazione nello studio dentistico:

  • Sedazione minima inalatoria. Si respira protossido di azoto – altrimenti noto come “gas esilarante” – combinato con l’ossigeno attraverso una mascherina posta sopra il naso. Il gas aiuta a rilassarsi. Il dentista può controllare la quantità di sedazione che si riceve, e il gas tende a svanire rapidamente. Questa è l’unica forma di sedazione in cui si può essere in grado di guidare da soli fino a casa dopo le terapie odontoiatriche;
  • Sedazione orale. A seconda della dose totale somministrata, la sedazione orale può variare da minima a moderata. Per ridurre al minimo la sedazione, si prende un farmaco in genere della stessa famiglia del Valium assunto circa un’ora prima dell’inizio delle procedure odontoiatriche. Il farmaco crea sonnolenza, anche se si rimane svegli. Una dose maggiore può essere data per produrre una sedazione moderata. Questo è il tipo di anestesia più comunemente associato alla sedazione odontoiatrica;
  • Sedazione moderata. Si assume il farmaco sedativo per via endovenosa, in modo che vada in circolo più rapidamente. Questo metodo permette al dentista di regolare continuamente il livello di sedazione;
  • Sedazione profonda e anestesia generale. Si ottiene con farmaci che procurano uno stato di incoscienza più o meno totale e si è profondamente addormentati durante la durata della terapia. Mentre si è in anestesia generale, non si può essere risvegliati fino a quando gli effetti dell’anestesia svaniscono.

Indipendentemente dal tipo di sedazione si riceva, in genere si avrà anche bisogno di un’anestesia locale nel sito in cui il dentista sta lavorando in bocca.

Chi può essere sottoposto alla sedazione dal dentista?

La sedazione è più adatta per quei pazienti con una vera e propria paura o ansia che impedisce loro di andare dal dentista.

La sedazione può essere appropriata anche per le persone che:

  • hanno una bassa soglia del dolore;
  • non possono stare fermi sulla poltrona odontoiatrica;
  • hanno denti molto sensibili;
  • hanno un riflesso del vomito marcato;
  • hanno bisogno di un tempo alla poltrona elevato.

A volte, la sedazione è utilizzata per i bambini che sono terrorizzati di andare dal dentista o rifiutano di collaborare durante la visita. Il protossido d’azoto è un ausilio sicuro nei bambini, e qualsiasi dentista può somministrarlo.

Qualsiasi dentista può eseguire la sedazione?

La maggior parte dei dentisti può somministrare la sedazione minima (come il protossido di azoto o tramite l’ausilio di farmaci).

Un numero sempre più crescente di dentisti può eseguire una sedazione di tipo moderata. Alcuni dentisti usano un anestesista odontoiatrico, che è appositamente specializzato a fornire tutti i livelli di sedazione ed anestesia a bambini ed adulti.

Quanto è sicura la sedazione?

C’è sempre un rischio legato all’anestesia. Di solito è sicuro se somministrato da dentisti esperti. Tuttavia, alcune persone, come coloro che sono soffrono di obesità o di apnea ostruttiva durante il sonno, dovrebbero parlare con il proprio medico prima di sottoporsi alla sedazione poiché essi sono soggetti a sviluppare complicanze date dall’anestesia.

Prima della procedura odontoiatrica, il dentista dovrebbe indagare sulla storia medica del paziente stabilendo se sia un candidato idoneo per la sedazione e avendo informazioni su sulla terapia farmacologica che si sta assumendo.

In ultima analisi la sedazione dentale è una procedura sicura e semplice con la giusta preparazione e la cura adeguata al termine di essa. Comunicando in modo chiaro con il dentista sarà possibile raggiungere la migliore esperienza in tutta sicurezza e senza più ansia.

Il granuloma dentale: cause, sintomi e diagnosi

Il granuloma dentale

Il granuloma dentale o apicale è la reazione infiammatoria ad un’infezione dei canali radicolari, che si forma appunto nell’osso intorno alle radici del dente. Lo studio dentistico Motta Jones, Rossi e Associati – a Milano in zona Cadorna-Magenta – si occupa della diagnosi e del trattamento terapeutico per la risoluzione di granulomi, garantendo assistenza e sicurezza in tutte le fasi di cura.

In questo articolo, tratteremo:

  • Il granuloma è un sistema di difesa dell’organismo;
  • La sintomatologia del granuloma dentale;
  • La diagnosi del granuloma dentale;
  • Il trattamento terapeutico per la cura del granuloma;
  • L’apicectomia e l’estrazione del dente infetto.

Il granuloma è un sistema di difesa dell’organismo

Comunemente si identifica il granuloma come una malattia. Molti pazienti si spaventano quando viene diagnosticato, perché temono che si tratti di un tumore. In realtà il granuloma è un sistema di difesa dell’organismo per arginare l’infezione. I granulomi contrastano la diffusione dell’infezione al resto dell’organismo. Naturalmente la loro tendenza, così come per tutti i processi infiammatori che sviluppiamo, è quella di crescere in risposta allo stimolo. Quindi se la causa non viene individuata e trattata terapeuticamente in modo adeguato, l’infezione può raggiungere dimensioni più grandi e aggravarsi.

La sintomatologia del granuloma

Lo studio dentistico Motta Jones, Rossi e Associati è specializzato nella diagnosi e nella cura di granulomi dentali.

Il granuloma dentale o apicale è pressocché asintomatico e proprio per questa ragione spesso i pazienti non si accorgono dell’infiammazione in corso e tendono naturalmente a trascurarla.  Se l’infiammazione diventa acuta, il granuloma si evolve in disturbi più seri, poiché la presenza dei batteri aumenta i rischi di gravi complicazioni, tra cui:

  • L’ ascesso dentale, ossia l’accumulo di batteri, di globuli bianchi, plasma e di pus (detriti cellulari) che si forma nei tessuti che circondano il dente (la gengiva, l’osso mandibolare, la polpa del dente);
  • Le fistole dentali e gengivali, che si presentano come lesioni localizzate sulla gengiva o direttamente sul dente.

La diagnosi del granuloma

Lo studio dentistico Motta Jones, Rossi e Associati effettua la diagnosi di granulomi con una radiografia endorale. Si tratta di un esame di radiologia odontoiatrica che ci consente di raccogliere informazioni dettagliate e circoscritte di massimo 3 denti. Le informazioni sono raccolte su una lastra di piccole dimensioni, chiamata lastrina endorale, che viene posizionata all’interno della bocca del paziente ed è sorretta da una piastrina mantenuta in sede dal morso. La procedura che impieghiamo presso il nostro studio dentistico associato è piuttosto semplice: i nostri medici dentisti preparano la lastra e la posizionano nella bocca del paziente, che la terrà ferma serrando i denti e mordendo il sostegno in plastica a cui è connessa la piastrina. Questo esame diagnostico si conclude in pochi secondi, riducendo al minimo il fastidio del paziente. La radiografia così eseguita appare subito sul nostro schermo, evidenziando eventuali problemi di granuloma dentale o apicale.

Il trattamento terapeutico per la cura del granuloma dentale

Presso lo studio dentistico Motta Jones, Rossi e Associati, i nostri medici dentisti altamente specializzati, si occupano del trattamento terapeutico per curare granulomi.

In questo articolo vogliamo rispondere a tutti quei pazienti che non conoscono esattamente la natura del granuloma, i rischi che comporta se non viene curato  adeguatamente e le terapie più efficaci per risolverlo.

Molti pazienti ci chiedono se è possibile curare i granulomi mediante l’assunzione di antibiotici. Sicuramente, considerando che si tratta di un’infezione cronica, la terapia antibiotica è una soluzione in molti casi inutile, anche se può risultare molto valida nei casi di riacutizzazione della malattia o in una fase eccessivamente avanzata, oppure per prevenire future infezioni.

I medici dentisti che svolgono la propria professione presso lo studio dentistico Motta, Jones, Rossi e Associati, consigliano ai pazienti affetti da granulomi dentali o apicali di sottoporsi ad un intervento di di devitalizzazione del dente o di apicectomia (nei casi in cui non può essere praticata la devitalizzazione). Queste sono due valide soluzioni per la cura dei granulomi. Negli anni, seguendo queste tipologie di terapia, abbiamo riscontrato dei risultati molto soddisfacenti e una sostanziale riduzione degli effetti collaterali del trattamento terapeutico.

L’apicectomia e l’estrazione del dente infetto

L’intervento di chirurgia ideale per la risoluzione dei granulomi è l’apicectomia, ossia la rimozione dell’apice radicolare del dente infetto, per poi successivamente eseguire un curettage chirurgico dei tessuti che circondano la zona colpita, allo scopo di rimuovere completamente l’infezione e tutelare la parte che si trova attorno alla radice apicale del dente.

Nei casi, invece, di recidività del granuloma, si opta per l’estrazione del dente infetto. Una metodologia terapeutica in grado di risolvere definitivamente il problema.

La fase post-operatoria, nei casi di apicectomia o di semplice estrazione del dente, varia in base alla condizione clinica generale del paziente e in base al trattamento terapeutico impiegato. Solitamente, l’estrazione del dente ha un decorso abbastanza tranquillo e rapido. In entrambi i casi, comunque, il paziente può avvertire dolore durante la masticazione, gonfiore gengivale e la presenza di ematomi. Disturbi che possono durare qualche giorno.