Cura della malattia parodontale

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La parodontologia

La parodontologia è la branca dell’odontoiatria che si occupa della diagnosi e cura delle malattie legate all’apparato di sostegno dei denti costituito dalla gengiva, dal legamento parodontale (che lega il dente all’osso), dal cemento radicolare (il tessuto che ricopre la radice del dente) e dall’osso alveolare (l’organo di attacco dei denti). Tutto questo complesso è denominato parodonto.

In particolare, la parodontologia ha come principale oggetto di studio e cura della malattia parodontale, chiamata anche parodontopatia. Quella che comunemente viene chiamata piorrea non è altro che la manifestazione acuta (con gengive gonfie e fuoriuscita di pus dalle gengive) della malattia parodontale.

Tratteremo di seguito alcuni aspetti legati alla parodontologia e alla cura della malattia parodontale, in particolare:

Malattia parodontale immagine denta sano e malato - Studio Dentistico Motta Jones Rossi & Associati - Milano Centro
Le cause della malattia parodontale

Presso lo studio medico dentistico , che si trova al centro di Milano in zona Cadorna-Magenta, abbiamo l'obiettivo di intervenire tempestivamente per la cura della malattia parodontale.
Le cause, individuate finora, sono riconducibili a diversi fattori:

  • Una predisposizione genetica, come la maggior parte dei disturbi legati ai denti e che comprendono in generale lo stato di salute del cavo orale;
  • Una forte carica batterica all’interno del cavo orale, che stimola la produzione della placca, dovuta spesso ad una scarsa igiene dentale. La placca batterica, in una fase iniziale provoca la gengivite e, se trascurata, può sfociare nella malattia parodontale;
  • Il fumo, che accelera e rende più aggressivo il decorso della malattia parodontale in quanto indebolisce i tessuti locali e crea le condizioni favorevoli alla crescita batterica;
  • Lo stress poiché, come è noto, indebolisce il sistema immunitario;
  • La gravidanza, periodo in cui la paziente è soggetta a numerosi sbalzi ormonali che favoriscono l’insorgenza di gengiviti e malattie parodontali;
  • Alcune patologie di tipo generale che non interessano strettamente l’apparato orale, tra cui il diabete, diverse tipologie di artrite reumatoide e le deficienze immunitarie congenite o acquisite.

I sintomi e la diagnosi della malattia parodontale

I primi sintomi della malattia parodontale che riscontrano i pazienti del nostro studio dentistico associato sono: il sanguinamento gengivale soprattutto quando le gengive vengono spazzolate, dolore a livello delle gengive, la formazione di spazi vuoti tra i denti, le gengive gonfie, il diradamento o recessione gengivale, l’alito cattivo persistente, la comparsa di pus tra denti e gengive, una maggiore sensibilità dei denti durante la masticazione e una progressiva mobilità dei denti.
In questi casi, i nostri medici dentisti professionisti si apprestano ad effettuare una diagnosi della malattia con l’ausilio di diversi e innovativi strumenti diagnostici, tra cui:

  • Il sondaggio parodontale, che ha un impatto minimamente invasivo. Consiste nell’applicazione di una sonda millimetrica (quindi molto sottile) tra il dente e la gengiva fino ad arrivare al fondo del solco gengivale (la fessura presenta tra la gengiva e la porzione di radice del dente più prossima alla corona del dente). Nei casi di malattia parodontale, una colonizzazione batterica lungo la radice del dente ha l'effetto di “scollare” la gengiva dalla radice del dente e di riassorbire l'osso di sostegno della radice stessa, formando una vera e propria tasca che contorna il profilo della radice dentale. Nel tempo, tutto ciò può risultare nella mobilità del dente e successiva perdita dell'elemento dentario;
  • Il charting, è un'altra tecnica poco invasiva che permette di registrare la situazione circa la presenza e profondità delle tasche parodontali presenti, la presenza di placca batterica, la presenza di sanguinamento gengivale. In pratica, viene eseguita una vera e propria mappatura della situazione gengivale al fine di confrontare nel tempo l'evoluzione della malattia parodontale e vedere gli effetti di un'eventuale terapia parodontale in atto;
  • La radiografia endorale, che fornisce informazioni dettagliate e circoscritte sullo stato di salute dei denti dal punto di vista radiografico evidenziando lo stato di salute o malattia delle strutture dure del parodonto (osso e radice);
  • Il test genetico, che viene eseguito su un prelievo di saliva per valutare un'eventuale predisposizione genetica nei confronti della malattia parodontale. Fornisce per lo più una valutazione predittiva;
  • Il test microbiologico, che viene eseguito su di un campione di fluido della tasca gengivale per verificare la presenza dei ceppi batterici direttamente responsabili della malattia parodontale.

Le terapie per la cura della malattia parodontale

Se diagnosticata preventivamente è possibile curare la malattia parodontale e, nei casi di un suo eccessivo avanzamento, è possibile bloccarne l’andamento che ha un carattere tipicamente degenerativo cronico.
E’ sempre opportuno ricordare che la giusta sinergia tra il medico dentista, l’igienista dentale e la collaborazione del paziente, sono elementi imprenscindibili per la cura della malattia parodontale. Una volta effettuata la diagnosi, i medici dentisti che collaborano con lo studio medico dentistico associato, scelgono, in base alla situazione parodontale del paziente, di intraprendere un determinato percorso terapeutico per la cura della malattia parodontale:

  • Una prima terapia, preliminare a tutte le altre, chiamata terapia iniziale o terapia causale, ha l'obiettivo di migliorare l’igiene orale del paziente e consiste in una riduzione significativa e stabile della placca batterica, del tartaro sopragengivale e sottogengivale, attraverso l’uso di strumenti per la pulizia orale professionale;
  • La levigatura delle radici, chiamata tecnicamente scaling o root planing, che consiste nella levigatura sottogengivale delle radici dei denti, una procedura che viene effettuata sotto anestesia locale;
  • La terapia antibiotica, poiché la malattia parodontale è dovuta essenzialmente ad un’infezione batterica. In molti casi l’assunzione di antibiotici ha favorito l’eliminazione definitiva dei batteri nelle tasche gengivale e ha reso possibile la cura della malattia parodontale;
  • La terapia laser che, associata ai presidi medici sopramenzionati aiuta ad eliminare i batteri. Si tratta di una terapia non invasiva e assolutamente indolore per il paziente;
  • La terapia chirurgica, o chirurgia parodontale, che viene impiegata solo dopo le fasi sopraelencate ed in zone dove persiste la presenza di tasche gengivali profonde e non si ottiene un miglioramento significativo dopo la terapia iniziale. In questi casi, l’obiettivo per la cura della malattia parodontale consiste nell’eliminazione chirurgica delle tasche gengivali ed ossee rimodellando, a seconda dei casi, il tessuto osseo, gengivale e dentale. In alcuni casi selezionati, si possono impiegare anche delle tecniche che hanno l'obiettivo di rigenereare il tessuto perso;
  • La chirurgia muco-gengivale che ha lo scopo di ripristinare l'aspetto estetico e funzionale del tessuto gengivale. A seconda dei casi, è possibile intervenire sulla gengiva aggiungendo, spostando o rimuovendo del tessuto gengivale.

La fase di mantenimento dell’apparato parodontale

La fase di mantenimento dello stato di salute parodontale raggiunto, costituisce la vera e propria chiave di successo per la cura definitiva della malattia parodontale. Al termine del piano terapeutico, i medici odontoiatri del nostro studio dentistico associato si attivano per la cosiddetta fase di mantenimento dello stato di salute dell’apparato parodontale.

In questa fase, programmiamo ai nostri pazienti delle visite di controllo periodiche che spesso e volentieri vengono associate alle sedute d’igiene orale professionale eseguite dall'igienista dentale.
La frequenza delle visite varia a seconda del problema di cui ha sofferto il paziente, e della situazione parodontale raggiunta dopo la terapia, e dalla concreta capacità da parte del paziente di mantenere un buon livello di igiene orale nella quotidianità.

Di solito, nel corso del primo periodo di osservazione dopo il ciclo di terapia eseguito consigliamo una visita di controllo almeno ogni 6 mesi.